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Per le sue caratteristiche di abbondante disponibilita', sicurezza di approvvigionamento, competitivita', e per la sua elevata sicurezza nel maneggio, trasporto ed uso - non e' ne' infiammabile, ne' esplosivo, ne' inquinante per il suolo e per l'acqua - il carbone e' il combustibile primario nella generazione di energia elettrica nel mondo ed in Europa.
Il percorso dell'energia di una centrale a carbone comincia dalla zona del generatore di vapore dove sono ubicati i bruciatori predisposti per la combustione dell'olio combustibile del carbone.
L'elevata temperatura dei gas di combustione determina la trasformazione in vapore dell'acqua contenuta nei tubi della caldaia.Il vapore, attraverso grosse tubazioni, raggiunge la turbina e la fa ruotare a 3000 giri al minuto.
Alla turbina e' collegato l'alternatore che produce energia elettrica. I fumi, rilasciato il loro calore nel generatore di vapore, vengono inviati al camino dopo essere passati attraverso i denitrificatori, i captatori polveri e i desolforatori per l'abbattimento rispettivamente degli ossidi di azoto, delle polveri e del biossido di zolfo. Il vapore, dopo aver ceduto gran parte della sua energia alla turbina, viene convogliato al condensatore dove, senza mai venire a contatto, trasferisce il suo calore residuo all'acqua di mare prelevata con idonee pompe. Questo vapore si trasforma cosi' in acqua che viene ricondotta con pompe al generatore di vapore per ripetere il ciclo. L'energia prodotta dall'alternatore viene innalzata di tensione a 380 kV per essere immessa nella rete elettrica.
Nel mondo, il 39% dell'energia elettrica e' prodotta dal carbone e, nei 15 stati dell'Unione Europea, il 27%. I produttori di energia elettrica hanno effettuato, nel quinquennio 1995-2000, oltre 5.000 miliardi di investimenti per l'ambientalizzazione delle centrali a carbone che hanno portato la produzione di energia elettrica da carbone in Italia a standard di eccellenza ambientale europea con un rendimento del 39% rispetto al 35% della media europea ed al 25% dell'Europa Continentale. Questi investimenti in "tecnologie pulite" hanno avuto come conseguenza una rapida e significativa riduzione di tutte le emissioni inquinanti che, al 2003, raggiungeranno i seguenti obiettivi: la riduzione dell'80% delle emissioni di anidride solforosa, la riduzione del 75% delle emissioni delle polveri, la riduzione del 60% degli ossidi di azoto, il recupero del 100% delle ceneri e dei gessi derivanti dal processo di desolforazione.