Per essere eroi è prima di tutto necessario conoscere prospettive e limiti della realtà che ci circonda. Così si può sintetizzare la partecipazione dell'amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, a Vedrò 2012, il think tank dedicato alla riflessione sul Paese che quest'anno ha il titolo di "We can be heroes".
Conti ha aperto la tre giorni, ospitata dalla vecchia e suggestiva centrale idroelettrica di Fies, a Drò in provincia di Trento, rispondendo alle domande del giornalista Antonello Piroso. L'intervento “Energia verde” è stato l'occasione per fare il punto sull’Italia e non solo sul mondo dell'energia.
Un'energia che in Italia costa più che in altri Stati, a causa della mancata diversificazione delle fonti. Questo è dovuto alla difficoltà di avere infrastrutture adeguate e di tempi certi nella realizzazione. È vero che l'Italia è il Paese dei borghi e delle piccole eccellenze, ma non si può essere "slow", quando si parla di sviluppo: “Dobbiamo sconfiggere la lentezza del Paese – ha affermato Conti – e riformare la macchina amministrativa, troppo frammentata. Una cosa che inizia oggi non so se mio nipote potrà vederla”. “Si vive di industria, lavoro, iniziative concrete”, ha aggiunto.
Tanto più in un contesto economico in cui si incomincia a vedere la luce in fondo al tunnel. Ma un tunnel ancora moto lungo. L'AD di Enel, come vicepresidente di Confindustria, ha confermato come le previsioni degli industriali all'inizio dell'estate registrino una diminuzione del Pil per il 2012 superiore al 2% e di qualche decimale nel 2013. In questo senso non conforta l'intero contesto mondiale, dove anche il rallentamento della crescita dei cosiddetti Brics (Brasile, India e Cina) può avere impatti negativi sulle nostre esportazioni.
Per quanto riguarda i numeri di Enel, le scadenze del debito non preoccupano: la una durata media è di sei-sette anni e a i tassi sono sostanzialmente fissi. “Non importa tanto l'ammontare assoluto del debito, che pure conta – ha affermato spiegato l’AD di Enel – ma i flussi di cassa, che nel nostro caso sono stabili e ci permetteranno di ridurlo progressivamente portandolo a livelli di eccellenza”.
Il futuro è nell'innovazione (in Italia abbiamo un terzo dei brevetti della Germania, spendiamo in ricerca solo il 60% di quanto investono i tedeschi), cercando di ridistribuire il carico fiscale, in modo da alleggerire il costo del lavoro, e favorendo l'associazione di imprese (le piccole e medie imprese che rappresentano la spina dorsale della nostra economia non possono infatti competere da sole).
In tema di innovazione Enel ha investito nel contatore elettronico, in reti efficienti e intelligenti e in offerte adeguate alle esigenze dei clienti. In quest’ottica, il Gruppo guarda anche ai giovani. E con Enel Lab premierà le idee innovative con finanziamenti alle start-up che propongano tecnologie innovative e nuove modalità di utilizzo dell’energia e la possibilità di realizzare i loro progetti all’interno dell’azienda.