Elettricità, lo sviluppo è sostenibile

Pubblicata il: 2012-01-11

Gianluca Comin, direttore delle Relazioni esterne di Enel, interviene al “Forum della società civile: l’Italia verso Rio+20”. Serve “una visione di lungo termine per un mondo più sostenibile grazie al settore elettrico”

Elettricità, lo sviluppo è sostenibile

L’elettricità è il fattore decisivo per costruire un mondo sostenibile. Per Gianluca Comin,  direttore delle Relazioni esterne di Enel, questa consapevolezza è fondamentale per scegliere la giusta strada da seguire nella costruzione del futuro del Pianeta. E al “Forum della società civile: l’Italia verso Rio+20”, promossa il 10 gennaio dal ministero dell’Ambiente  a Roma, l’elettricità è stata al centro dei tanti interventi in programma.

Con l’attenzione della comunità internazionale ormai rivolta alla Conferenza Onu sullo sviluppo sostenibile in programma a giugno nella città brasiliana, abbondano proposte, ipotesi e anche polemiche sulla strada da seguire per realizzare uno futuro del mondo a misura d’ambiente. Ma nella discussione, spesso confusa, emerge con sempre più evidenza un punto fermo: l’elettricità è fattore imprescindibile e benchmark globale per la crescita sostenibile di società, industria ed economia.

Come ha affermato Comin, “Enel si presenta all'appuntamento di Rio+20 di giugno prossimo con una visione di lungo termine per un mondo più sostenibile grazie al settore elettrico”. Una visione capace di percorrere le strade offerte a tutte le fonti energetiche e nel contempo di operare con una presenza geografica diversificata tanto quanto le capacità tecnologiche che interessano rinnovabili e fonti tradizionali, efficienza energetica e riduzione delle emissioni.

“Nell’ambito delle energie rinnovabili, dove sono stati fatti enormi passi avanti negli ultimi 20 anni, così come per l'efficienza energetica”. Ma per il direttore delle relazioni esterne di Enel un mix energetico giusto ed equilibrato non si può limitare solo allo sviluppo intensivo delle rinnovabili. Ciò che serve all’Italia, come al resto del mondo, è “una visione più ampia che considera l'auto elettrica come il principale mezzo di mobilità, le città intelligenti, con smart grid e illuminazione a led e un mix di produzione di energia che vede le rinnovabili in primo piano ma anche il termoelettrico con la cottura e il sequestro della CO2”.

La sfida intrapresa dal Gruppo Enel a livello globale nasce nella consapevolezza che energia significa sviluppo, ma non solo in Europa e nei Paesi industrializzati. Perché se se ci sono ancora oltre un miliardo e mezzo di persone al mondo che vivono senza elettricità compito e responsabilità di un utility come Enel, presente in 40 Paesi di quattro continenti, è anche quello di sanare l’energy divide che ancora pesa su persone e comunità in larga parte del Pianeta.

Per questo ha detto Comin, “lavoriamo per rendere disponibile l’elettricità a un terzo della popolazione che ancora non ce l’ha”. E riferendosi al Global Compact delle Nazioni unite, al quale Enel partecipa sin dal 2004, ha ricordato che nell’anno mondiale dedicato a sostenibilità e ambiente “stiamo portando avanti insieme all’Onu un progetto per dare elettricità a oltre 2 milioni di persone nei prossimi 3 anni nei Paesi in via di sviluppo”.

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