Oltre 250 i milioni di euro investiti per attività di protezione ambientale, parte di un impegno finanziario complessivo che ammonta a più di 730 milioni di euro. Sono le cifre dell’attività di Enel nel 2011 per interventi a tutela dell’ambiente nei Paesi nei quali è presente.
Un impegno economico ampio e dettagliato che riguarda tutta la cosiddetta filiera dell’energia, interessa impianti, materie prime e cicli di produzione, coinvolge personale e condizioni lavorative e interviene nella sostenibilità ambientale di tutte le fonti, dalle rinnovabili a quelle tradizionali.
“Le spese ambientali (investimenti e spese correnti) sono rilevate secondo un sistema di classificazione ispirato ai criteri Eurostat/Istat” sottolinea il Rapporto ambientale 2011, “che considera ‘spese per la protezione dell’ambiente’ le spese per attività e azioni di prevenzione e riduzione dei fenomeni di inquinamento e degrado ambientale nonché di ripristino della qualità dell’ambiente”.
Si tratta di spese effettuate a partire da provvedimenti normativi, convenzione con enti locali o per volontaria iniziativa della azienda. E le voci nelle quali sono suddivisi gli oltre 250 i milioni di euro investiti nel 2011 sono molte: il 24% degli investimenti riguardano la protezione dell’aria e del clima, il 28,7% la protezione della biodiversità e del paesaggio. Voci che si affiancano a quelle per la gestione dei rifiuti (6,5%), delle acque reflue (5,4%) o anche per l’abbattimento del rumore e delle vibrazioni (0,5%).
Queste spese fanno parte degli oltre 730 milioni di euro di impegno finanziario destinati dal Gruppo per la protezione ambientale. Suddivisi per filiera produttiva hanno interessato tanto i singoli impianti, termoelettrici (35,9%) o rinnovabili (8,9%), quanto la distribuzione (17,6%).
E per quanto riguarda gli impianti termoelettrici, 68 milioni di euro di investimentiper la protezione ambientale hanno interessato in particolare:
- interventi sui sistemi di abbattimento delle emissioni di SO2, NOX e polveri;
- installazione di nuovi bruciatori a bassa emissione di NOX;
- nuovi sistemi di monitoraggio e analisi dei fumi;
- trasporto e stoccaggio gessi e ceneri
Questo impegno costante ha portato Enel ad ottenere un continuo miglioramento delle sue performance. Basti pensare che rispetto al 1990, anno di riferimento del Protocollo di Kyoto, le emissioni specifiche di CO2 del Gruppo sono diminuite del 34%. Un risultato riconosciuto e certificato da indici internazionali come il Carbon Disclosure Project (CDP).
Enel è infatti l’unica utility dell’energia italiana ad aver ottenuto il valore più alto (A) del Carbon Performance Leadership Index (CPLI)l’indice che misura l’impegno delle aziende per ridurre l’impatto sull’ambiente elaborato dal CDP. E tra le 100 maggiori aziende italiane Enel risulta inoltre la prima utility, tra le 10 che soddisfano i criteri del Carbon Disclosure Leadership Index (CDLI), che valuta le azioni svolte per la riduzione dei cambiamenti climatici.