Coordinare, integrare, semplificare. Questa la ricetta europea di Fulvio Conti, amministratore delegato di Enel, intervenuto il 9 maggio al convegno The State of the Union a Firenze, una specie di stati generali dell'Europa che raccoglie nel capoluogo toscano personalità delle istituzioni nazionali e comunitarie, dell'industria, del mondo economico e accademico.
L'evento promosso dall'Istituto Universitario Europeo ha trasformato per due giorni Firenze in capitale dell'Unione dando vita ad un dibattito su presente, sviluppo e futuro dell'Ue. E nello storico salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio sono intervenuti tra gli altri il presidente del Consiglio italiano Mario Monti, e quello della Commissione Ue Josè Manuel Barroso, il direttore dell'European council on foreign relations Mark Leonard, lo Europe Editor del Financial Times Tony Barber, i commissari europei per gli Affari economici e monetari e per il Mercato Interno, Olli Rehn e Michel Barnier.
Per Fulvio Conti, intervenuto alla sessione di apertura intitolata "Una governance economica per l'Unione Europea", l'Ue ha "bisogno di un'architettura europea più snella e flessibile, dove gli interessi nazionali siano rimpiazzati da una visione comune, integrata e rivolta al futuro, che sia orientata essenzialmente alla crescita".
Oggi l'esigenza di rafforzare l'Unione è subordinata alla "ricerca del modo di soddisfare gli interessi di 28 Paesi" mentre proprio da un'integrazione compiuta può venire il bene dei singoli Stati. A partire dalla necessaria semplificazione dei processi decisionali.
"Ci sono quattro commissari titolati a occuparsi di energia, 26 iniziative di legge in progress, e 74 direttive e regolamenti adottati", ha ricordato Conti, sottolineando che "frequentemente il risultato è quello di una legislazione contraddittoria".
In campo economico "abbiamo bisogno di una unione fiscale, di strumenti di finanza comuni come gli eurobond, di un regolatore della finanza". Soprattutto, ha affermato, "ciò di cui abbiamo bisogno è che la Bce operi come la vera, reale e sola banca centrale in Europa".
Negli anni passati l'Ue ha adottato politiche monetarie restrittiva, ma "tassi di interesse più alti del necessario, e l'elevato valore dell'euro dovuto a queste scelte, hanno scoraggiato lo sviluppo industriale" generando "una produttività più bassa, una spesa pubblica più alta", e incoraggiando le banche "a cercare sofisticati prodotti derivati che hanno consentito loro di raggiungere risultati incrementati artificialmente".
Per quanto riguarda il settore strategico dell'energia, Conti ha sottolineato la "necessita di politiche stabili, coerenti, e orientate al lungo periodo" che interessino tutti i fronti di interesse nazionale e comunitario, dallo sviluppo delle reti alla riduzione delle emissioni. Se la Commissione europea ha iniziato a rispondere alle esigenze del settore con la 2050 Energy Roadmap, altre azioni ancora sono necessarie, come ad esempio "l'armonizzazione della normativa, un efficiente mercato unico, l'integrazione delle reti".
L'Unione ha "bisogno di investimenti per tremila miliardi di euro da qui al 2030, e per mettere in campo questa somma enorme abbiamo bisogno di una normativa stabile e che incoraggi sia a livello europeo che nazionale".