Galleria Borghese, splende l’arte antica

Pubblicata il: 2011-12-12

Dopo più di due secoli, oltre 65 capolavori appartenuti alla collezione Borghese tornano nello storico palazzo. È la mostra “I Borghese e l’Antico”, sponsorizzata da Enel, inaugurata il 6 dicembre

Galleria Borghese, splende l’arte antica

Galleria Borghese come non l’avete mai vista. O meglio: come non la si vede più da due secoli a questa parte. Cioè da quando Napoleone partì dall’Italia portandosi dietro alcuni capolavori artistici dell’antichità che da allora hanno trovato posto a Parigi senza più varcare le Alpi.

La mostra “I Borghese e l’Antico”, inaugurata il 6 dicembre e aperta sino ad aprile 2012, ospita presso le sale dell’omonima Galleria oltre 65 opere, sculture  che oggi costituiscono il nucleo essenziale della raccolta di antichità del Museo del Louvre, e rappresentano un patrimonio artistico di inestimabile valore oltre che di incredibile bellezza.

Capolavori come "Il Centauro cavalcato da Amore", "L'Ermafrodito dormiente", "Sileno e Bacco Fanciullo", "Le tre Grazie", solo per citarne alcune tra le più famose, tornano così a riprendere il posto che avevano nella loro sede originale per un’esibizione che va ad impreziosire il ciclo “Galleria Borghese – Dieci Grandi Mostre” di cui Enel è partner dal 2006.

“I Borghese e l’Antico” è un evento, nel vero senso della parola, perché in qualche modo porta indietro di duecento anni le lancette della storia. Tutto accadde tra la fine del 1807 e il 1808 quando Camillo Borghese, marito di Paolina, cedette a Napoleone Bonaparte le sculture archeologiche che ornavano la villa della storica famiglia romana. Fu così che alcuni tra i più importanti capolavori dell’arte classica presero la strada verso la Francia.

La mostra, curata dalla direttrice della Galleria, Anna Coliva, è allestita in modo da rispecchiare fedelmente lo scenario originale.  È infatti possibile tornare agli anni in cui l’Europa guardava alla Villa Borghese come al nuovo modello di esposizione e interpretazione dell’antico. In molti spazi, come il Salone d’ingresso, la Sala I, la Galleria, la Sala dell’Ermafrodito e l’antica Sala del Gladiatore (l’attuale Sala VI), sono stati ricostruiti alcuni elementi espositivi, oggi non più visibili, mentre al primo piano, opere come "Le tre Grazie" e "Il Centauro cavalcato da Amore" torneranno nelle sale che per oltre un secolo e mezzo furono ad essi intitolate.

La manifestazione, che rappresenta l’esito di una lunga collaborazione tra la Galleria Borghese con il Museo del Louvre, si presenta come un evento di portata internazionale poiché si tratta di un’occasione unica e irripetibile: infatti, molti capolavori lasceranno il museo parigino solo in questa occasione e solo per essere esposti nella loro originaria collocazione.

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