Un professore universitario, un'esperta di comunicazione sociale e un
pubblicitario si sono dati appuntamento a Civitas, il Salone della Solidarietà
che si è tenuto a Padova dal 4 al 6 maggio, per lanciare tre proposte su come
avvicinare il mondo giovanile alla partecipazione attiva.
Questo il tema dell'incontro Comunicare al volontariato, possibilmente giovane,
ideato da Enel Cuore Onlus per proseguire il dibattito aperto in occasione
della 5° Conferenza Nazionale del Volontariato sul tema terzo settore -
volontariato - giovani, al quale hanno preso parte il Prof. Giorgio Fiorentini,
Docente di Economia Aziendale presso l'Università Bocconi e Direttore del
Master Universitario in Management delle Aziende Cooperative e Non Profit della
SDA Bocconi, Beatrice Lentati, Presidente e Partner di Lentati & Partners e
Fabio Delizzos, copywriter di Saatchi&Saatchi.
Secondo una rilevazione, solo 2 volontari su 10 hanno meno di 29 anni, anche se
l'impegno giovanile nel volontariato dà segnali di ripresa e dimostra che, una
volta avvicinato, convinto e motivato, il giovane rimane coerente all'impegno
assunto.
Per quanto riguarda le criticità e i fabbisogni della comunicazione tra
associazioni e giovani - per sensibilizzare questi ultimi alla partecipazione
attiva - già lo scorso 13 aprile a Napoli, è emersa una asimmetria informativa
che si gioca su due fronti: da una parte la necessità dei ragazzi di
riconoscersi maggiormente nella partecipazione attiva, quale elemento formativo
e reale contributo all'organizzazione sociale; dall'altra quella del terzo
settore di rendersi più visibile e vicino al mondo dei giovani, di entrare
nella scuola e nei loro luoghi di aggregazione.
Occorre quindi una comunicazione 'altra', che superi le barriere del linguaggio
e dei canali che il terzo settore utilizza oggi per informare gli under 25
sull'attività che svolge e sulla possibilità di esserne parte attiva. È proprio
a questo proposito che gli esperti coinvolti nel dibattito hanno avanzato
alcune proposte.
"La simmetria comunicativa si basa sia sui concetti comunicati sia sugli
strumenti." ha affermato il professor Giorgio Fiorentini - La motivazione a
intraprendere attività di volontariato si basano, oltre che su quella più
scontata della 'causa' buona o utile, anche e sempre più sulle 'condizioni' di
scambio fra associazioni e volontario. In concreto la flessibilità dell'orario
per svolgere volontariato, l'utilità professionalizzante e formativa, ed anche,
con realismo, la possibilità di avere rimborsi spese riguardo ai costi
sostenuti durante il volontariato. Gli ostacoli, invece, sono prevalentemente
la mancanza di tempo, la non evidenziazione dell'utilità, una cattiva
organizzazione che offre una visione di un associazionismo molto motivato, ma
poco efficiente ed efficace. I giovani vogliono anche delle
ricompense/benefici: possibilità di conoscere persone giovani e affidabili,
partecipare fattivamente nella gestione di eventi, una valutazione del proprio
operato ma ancor più il riconoscimento dell'attività per il volontariato. Forse
anche attestati di attività potrebbero essere apprezzati. Riguardo agli
strumenti si evidenzia la comunicazione informatica e i cellulari che oramai
sono il 'kit' operativo e di vita dei giovani. Non sottovaluterei infine le
occasioni di fiere, festival, esposizioni e quanto altro offra momenti di
confronto culturale".
"Da dove dobbiamo aspettarci le generazioni future di Donatori, Filantropi
e Volontari se non dai giovani di oggi?" si domanda Beatrice Lentati,
Presidente ASSIF e da anni impegnata nel fundraising, nella
comunicazione e nel marketing sociale. "Ciò potrà accadere - prosegue -
solo dopo che i ragazzi avranno fatto propri i Valori e le Opportunità della
partecipazione attiva ad una Causa, e solo dopo che avranno compreso che, per
'cambiare il Mondo', bisogna prima farsi coinvolgere e 'sporcarsi le mani' con
passione, fatica, talvolta con sacrificio. La solidarietà sociale è un tema che
dovrebbe entrare già nella scuola primaria, come è sempre stato d'altronde.
L'educazione (e la comunicazione relativa) al volontariato inizia da queste
piccole ma importantissime lezioni di vita e il mio invito è di allargare
quanto più possibile l'opportunità dei crediti formativi all'interno delle
scuole medie e superiori e, perché no, anche alle elementari, ma cominciando
dalle maestre!".
Fabio Delizzos ha, invece, raccolto le parole e i concetti più significativi
emersi durante il dibattito, trasferendoli in due proposte di "annuncio
ideale" per attrarre i giovani verso l'esperienza del volontariato, tra le
quali proprio una giuria di ragazzi ha scelto la formula più
accattivante.
"In questi quattro anni di attività di Enel Cuore, abbiamo avuto modo di
osservare da vicino come le associazioni si relazionano con i loro
pubblici", ha commentato Roberto Zangrandi, Consigliere di Enel Cuore
Onlus. "Alcune organizzazioni hanno dimostrato di possedere strumenti
efficaci di comunicazione e forte capacità motivazionale; altre, pur
accreditandosi per esperienza e abilità gestionale nell'erogazione del
servizio, manifestano scarsa sensibilità e conoscenza delle leve di
comunicazione da utilizzare nel dialogo con l'esterno, soprattutto con chi
contribuisce donando il proprio tempo".
"Oggi più che mai - ha concluso Zangrandi - alla base di una risposta
concreta ai bisogni delle persone svantaggiate, c'è la solidarietà sociale: un
sistema sostenuto anche da realtà come Enel Cuore, al cui al centro c'è la
persona, singola o organizzata".