Roma, 8 maggio 2007

La solidarietà ha bisogno dei giovani

Enel Cuore ha chiamato al Salone della Solidarietà tre esperti di comunicazione per una proposta concreta su un tema "caldo" emerso alla Conferenza di Napoli: come avvicinare il mondo dei giovani alla partecipazione attiva

Un momento della discussione: al centro, il responsabile della CSR Enel, Roberto Zangrandi

Un professore universitario, un'esperta di comunicazione sociale e un pubblicitario si sono dati appuntamento a Civitas, il Salone della Solidarietà che si è tenuto a Padova dal 4 al 6 maggio, per lanciare tre proposte su come avvicinare il mondo giovanile alla partecipazione attiva.

Questo il tema dell'incontro Comunicare al volontariato, possibilmente giovane, ideato da Enel Cuore Onlus per proseguire il dibattito aperto in occasione della 5° Conferenza Nazionale del Volontariato sul tema terzo settore - volontariato - giovani, al quale hanno preso parte il Prof. Giorgio Fiorentini, Docente di Economia Aziendale presso l'Università Bocconi e Direttore del Master Universitario in Management delle Aziende Cooperative e Non Profit della SDA Bocconi, Beatrice Lentati, Presidente e Partner di Lentati & Partners e Fabio Delizzos, copywriter di Saatchi&Saatchi.

Secondo una rilevazione, solo 2 volontari su 10 hanno meno di 29 anni, anche se l'impegno giovanile nel volontariato dà segnali di ripresa e dimostra che, una volta avvicinato, convinto e motivato, il giovane rimane coerente all'impegno assunto.

Per quanto riguarda le criticità e i fabbisogni della comunicazione tra associazioni e giovani - per sensibilizzare questi ultimi alla partecipazione attiva - già lo scorso 13 aprile a Napoli, è emersa una asimmetria informativa che si gioca su due fronti: da una parte la necessità dei ragazzi di riconoscersi maggiormente nella partecipazione attiva, quale elemento formativo e reale contributo all'organizzazione sociale; dall'altra quella del terzo settore di rendersi più visibile e vicino al mondo dei giovani, di entrare nella scuola e nei loro luoghi di aggregazione.

Occorre quindi una comunicazione 'altra', che superi le barriere del linguaggio e dei canali che il terzo settore utilizza oggi per informare gli under 25 sull'attività che svolge e sulla possibilità di esserne parte attiva. È proprio a questo proposito che gli esperti coinvolti nel dibattito hanno avanzato alcune proposte.

"La simmetria comunicativa si basa sia sui concetti comunicati sia sugli strumenti." ha affermato il professor Giorgio Fiorentini - La motivazione a intraprendere attività di volontariato si basano, oltre che su quella più scontata della 'causa' buona o utile, anche e sempre più sulle 'condizioni' di scambio fra associazioni e volontario. In concreto la flessibilità dell'orario per svolgere volontariato, l'utilità professionalizzante e formativa, ed anche, con realismo, la possibilità di avere rimborsi spese riguardo ai costi sostenuti durante il volontariato. Gli ostacoli, invece, sono prevalentemente la mancanza di tempo, la non evidenziazione dell'utilità, una cattiva organizzazione che offre una visione di un associazionismo molto motivato, ma poco efficiente ed efficace. I giovani vogliono anche delle ricompense/benefici: possibilità di conoscere persone giovani e affidabili, partecipare fattivamente nella gestione di eventi, una valutazione del proprio operato ma ancor più il riconoscimento dell'attività per il volontariato. Forse anche attestati di attività potrebbero essere apprezzati. Riguardo agli strumenti si evidenzia la comunicazione informatica e i cellulari che oramai sono il 'kit' operativo e di vita dei giovani. Non sottovaluterei infine le occasioni di fiere, festival, esposizioni e quanto altro offra momenti di confronto culturale".

"Da dove dobbiamo aspettarci le generazioni future di Donatori, Filantropi e Volontari se non dai giovani di oggi?" si domanda Beatrice Lentati, Presidente ASSIF e da anni impegnata nel fundraising, nella comunicazione e nel marketing sociale. "Ciò potrà accadere - prosegue - solo dopo che i ragazzi avranno fatto propri i Valori e le Opportunità della partecipazione attiva ad una Causa, e solo dopo che avranno compreso che, per 'cambiare il Mondo', bisogna prima farsi coinvolgere e 'sporcarsi le mani' con passione, fatica, talvolta con sacrificio. La solidarietà sociale è un tema che dovrebbe entrare già nella scuola primaria, come è sempre stato d'altronde. L'educazione (e la comunicazione relativa) al volontariato inizia da queste piccole ma importantissime lezioni di vita e il mio invito è di allargare quanto più possibile l'opportunità dei crediti formativi all'interno delle scuole medie e superiori e, perché no, anche alle elementari, ma cominciando dalle maestre!".

Fabio Delizzos ha, invece, raccolto le parole e i concetti più significativi emersi durante il dibattito, trasferendoli in due proposte di "annuncio ideale" per attrarre i giovani verso l'esperienza del volontariato, tra le quali proprio una giuria di ragazzi ha scelto la formula più accattivante.

"In questi quattro anni di attività di Enel Cuore, abbiamo avuto modo di osservare da vicino come le associazioni si relazionano con i loro pubblici", ha commentato Roberto Zangrandi, Consigliere di Enel Cuore Onlus. "Alcune organizzazioni hanno dimostrato di possedere strumenti efficaci di comunicazione e forte capacità motivazionale; altre, pur accreditandosi per esperienza e abilità gestionale nell'erogazione del servizio, manifestano scarsa sensibilità e conoscenza delle leve di comunicazione da utilizzare nel dialogo con l'esterno, soprattutto con chi contribuisce donando il proprio tempo".

"Oggi più che mai - ha concluso Zangrandi - alla base di una risposta concreta ai bisogni delle persone svantaggiate, c'è la solidarietà sociale: un sistema sostenuto anche da realtà come Enel Cuore, al cui al centro c'è la persona, singola o organizzata".

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