Il gas naturale è una materia prima di fondamentale importanza per l’Italia: soddisfa circa il 38,5% della domanda nazionale lorda di energia, ma proviene per il 90% da importazioni.
Sono due buoni motivi per dedicare maggiore attenzione alle risorse di gas nazionali che ammontano a 100 miliardi di metri cubi già accertati e ad altri 200 miliardi stimati.
Il rilancio della produzione nazionale è uno dei punti fondamentali che il ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera, ha elencato come priorità di sviluppo della nuova strategia energetica nazionale.
Enel, operativa nel settore con la sua divisione Upstream gas, recentemente ha presentato richiesta alla Regione Sicilia per un permesso di ricerca in un’area di 682 chilometri quadrati fra le province di Agrigento, Palermo e Trapani.
Le potenzialità del gas tricolore sono significative: ”L’Italia potrebbe raddoppiare la produzione e soddisfare il 20% della domanda nazionale per 20 anni“, ha affermato di recente Marco Arcelli, direttore dell'Upstream gas di Enel. Cifre che consentirebbero di ridurre il passivo nella bilancia commerciale energetica, migliorare la sicurezza energetica, contribuendo anche con nuove royalties per lo Stato. Importanti anche le ricadute occupazionali, che Arcelli stima in 34.000 nuovi posti di lavoro.
Se le risorse sono promettenti, gli ostacoli non mancano, come ha riconosciuto lo stesso ministro Passera: ”Per fare tutto questo dobbiamo adeguare agli standard internazionali la nostra normativa di autorizzazione e concessione, che oggi richiede passaggi autorizzativi lunghissimi ed è per molti aspetti molto più restrittiva di quanto previsto dalle normative europee”.
Oltre ai vincoli amministrativi anche altri interventi politici contribuiscono a frenare lo sviluppo del settore: per esempio la decisione nel 2010 di imporre forti limitazioni alla ricerca in mare ha portato a una drastica riduzione delle attività degli ultimi due anni.