Martedì 15 novembre 2011

Smart grids, il futuro inizia in Italia

Enel ha avviato a Isernia un progetto di rete intelligente con un nuovo modello di automazione,  protezione e gestione nella distribuzione dell’energia. Tra i primi progetti pilota avviati in Europa

Smart grids, il futuro inizia in Italia

Come garantire lo sviluppo delle reti intelligenti in Messico? “In maniera analoga a quanto svolto pioneristicamente da Enel in Italia con la diffusione dei contatori intelligenti”. È quanto afferma il rapporto Mexico Smart Grid Market Forecast (2011-2020), redatto dalla società di consulenza americana Northeast Group LCC, che indica il lavoro svolto da Enel a partire dal 2001, anno d’inizio dell’installazione dei contatori elettronici in Italia, come riferimento anche per il Paese latino americano.

L’esperienza di Enel nello sviluppo delle smart grids ha radici lontane. E sia i principali Paesi sviluppati che quelli emergenti, decisi a intervenire sulle reti di distribuzione dell’energia per renderle più “intelligenti”, guardano all’Italia come ad un riferimento non solo per quanto fatto sino ad ora, ma anche per  quello che continua ad essere messo in campo nel Bel Paese in fatto di innovazione tecnologica e integrazione delle reti.

I 32milioni di contatori elettronici già installati da tempo nelle case degli italiani rappresentano infatti l’avvio di un percorso che permette al Paese di rendere oggi Isernia una città-laboratorio per il primo progetto di realizzazione di una rete di trasmissione intelligente, la cosiddetta smart grid.

Con ottobre infatti ha preso il via il progetto di Enel che ha individuato nel comune molisano un contesto ottimale per trasformare in realtà il sistema di innovazioni che caratterizzano le reti intelligenti. Grazie alle strutture urbanistiche, la propensione all’innovazione, il tessuto industriale e la diffusione delle rinnovabili Isernia offre infatti un contesto ideale per implementare la rete elettrica in un orizzonte smart.

Cardine del progetto è il binomio rinnovabili - rete intelligente attorno al quale Enel intende attuare sul territorio nuovo modello di protezione, automazione e gestione nella generazione e distribuzione dell’energia. Realizzando una connettività a banda larga, basata sul protocollo di comunicazione Wi-Max, e facendo leva sui sistema di telecontrollo e telegestione implementati sul territorio, il progetto Isernia offre un nuovo approccio alla generazione distribuita, equilibrandola e monitorandola con il coinvolgimento attivo di consumatori, distributori e clienti sia passivi che attivi.

Importante  innovazione che sarà testata  è il sistema di accumulo con pile a ioni di litio con il quale si intende rispondere alla regolazione delle tensione  sulla rete per integrare ottimamentele rinnovabili caratterizzate dall’intermittenza del flusso di produzione di fonti come il fotovoltaico o l’eolico. Livio Gallo, direttore della Divisione Infrastrutture e reti di Enel, spiega che quello che dall’esterno sembra solo un grande container è in realtà la soluzione preposta a fare da “regolatore delle energie rinnovabili prodotte nella zona dagli imprenditori dell’elettricità verde, ma anche dai cittadini che hanno sul tetto i pannelli solari”.

Il “progetto Isernia è incentivato dall’Autorità dell’energia elettrica e del gas e per ora “favorisce una piccola zona del Paese – sottolinea Gallo - per mettere a punto soluzioni che saranno estese rapidamente a tutti”.

Quanto Enel ha iniziato a realizzare a Isernia documenta che l’Italia, in materia di reti intelligenti, si sta muovendo con il giusto anticipo rispetto a tutto il resto del continente europeo. Lo conferma, ad esempio, il confronto con la pur virtuosa Germania dove le smart grids sono oggetto di discussione, ma non ancora progetti pilota avviati. Berlino può contare già su una produzione da rinnovabili che copre il 40% del fabbisogno elettrico nazionale, il doppio della percentuale italiana, ma solo ora fa i conti con qualità e instabilità dell’energia immessa in rete soprattutto dalle nuove fonti green.

Le reti intelligenti rappresentano una sfida tanto ardua quanto obbligatoria soprattutto per i Paesi industrializzati. Perché rappresentano l’unica risposta infrastrutturale e tecnologica capace di dare risposta al nuovo paradigma energetico che si sta affermando fatto di generazione distribuita, elettricità prodotta dalle nuove rinnovabili in modo incostante e in luoghi remoti, nuovi flussi di distribuzione nei quali anche il privato cittadino può  trasformarsi in produttore assumendo il profilo del cosiddetto prosumer, produttore e consumatore insieme.

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