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Pubblicata il: 2012-02-16
Le Smart Grids in Italia possono generare investimenti sino a 106 miliardi di dollari. È la previsione del potenziale indotto legato al pieno sviluppo delle reti intelligenti nel Paese secondo uno studio della Fondazione Energy Lab. La Commissione Ue ha stimato che nell’ultimo decennio l’Europa ha investito oltre 5,5 miliardi di euro nelle Smart Grids. Ma dal 2010 ad oggi i finanziamenti alle rete intelligenti hanno segnato un’accelerazione verticale e secondo Pike Research gli investimenti mondiali nel settore saranno di circa 200 miliardi di dollari fino al 2015 mentre in Europa ci saranno 80 miliardi di dollari in investimenti totali nel settore fino al 2020, principalmente per trasmissione, smart meters, distribution e sub-station automation. I progetti di reti intelligenti hanno ormai cominciato a passare dalla carta al territorio e sono indicati come una soluzione principe per aumentare l’efficienza energetica, integrare le rinnovabili nella rete, sviluppare la mobilità elettrica e tutelare l’ambiente. I modelli previsionali di Pike Research ed Energy Lab fanno i conti con variabili tecnologiche, regolatorie ed economiche. Per questo la forchetta dell’indotto potenziale è molto ampia e cambia a partire da scenari d’implementazione che la fondazione italiana distingue tra “lenti” o pieni”. È consapevolezza condivisa, soprattutto da utilities e imprese, che lo sviluppo delle reti intelligenti realizzi un indotto diffuso per il sistema industriale del Paese che intraprende davvero la strada della cosiddetta smart evolution. Si tratta di una vera e propria filiera di cross industry opportunities che coinvolge utilities, il settore infrastrutturale e quello dell’ITC, le aziende dell’elettronica, della meccanica sino alle imprese che commerciano prodotti per l’uso quotidiano. Per Energy Lab il coinvolgimento dei diversi settori va di pari passo con lo sviluppo delle Smart Grids che si declina in un percorso a livelli successivi: dal punto di partenza, nel quale si trovano la maggior parte dei Paesi, lo Smart Grid 0 (SG0), al completamento della ‘evoluzione’ intelligente con lo Smart Grid 8 (SG8). In questa scalata, l’Italia parte in vantaggio: “Data la sua situazione di privilegio per quanto riguarda la presenza di contatori intelligenti ed altre infrastrutture necessarie – scrive lo studio - si colloca già con una evoluzione di SG1 completata”. A fare la differenza e a rendere molto più concreti i numeri dei modelli previsionali, sono infatti i 32milioni di contatori elettronici installati da Enel nelle case degli italiani e i progetti avviati sul territorio: Da Isernia alle Regioni Convergenza del Programma operativo interregionale, dalla provincia di Forlì e Cesena con GRID4EU, alla piattaforma di telecomunicazioni di quarta generazione attivata a Caserta.
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