L’innovazione “green” che viene dal mare

Published on Friday, 6 May 2016

Laboratori di innovazione e sviluppo low carbon in mezzo al mare. Sono le piccole isole italiane dove Enel ha messo in atto progetti ideati e realizzati per dare energia pulita, efficiente e amica dell'ambiente. Gli esempi di Capraia e Ventotene sono stati al centro del convegno "Isole minori, possibili avanguardie della transizione energetica" promosso dal Coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica (FREE).

"Lo scenario energetico delle piccole isole sta cambiando: da residui del sistema fossile de secolo scorso stanno diventando l'avanguardia della transizione energetica" affermano i promotori dell'evento ospitato il 4 maggio presso la sede del ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare alla presenza del sottosegretario Silvia Velo. Per il coordinamento FREE "Questa mutazione, in atto in molte parti del mondo, vedrà un'accelerazione in Italia nei prossimi anni grazie a nuove norme in via di adozione".

Il convegno ha dato l'opportunità di comprendere quali ostacoli ancora permangono per il pieno sfruttamento di queste nuove opportunità, quali vantaggi ne deriverebbero per la diffusione di un modello di sviluppo low carbon e quali esempi sono già in atto nel nostro Paese tra i quali quelli di Enel con Capraia e Ventotene

Capraia brilla di luce propria, anzi di luce "verde". Nel luglio del 2014 è stato inaugurato, presso la centrale di produzione Enel a biodiesel – l'unica ad alimentare l'isola toscana non interconnessa alla rete elettrica del continente – il progetto "Capraia Isola verde".

Capraia è la prima "isola verde" d'Italia: la produzione di elettricità è affidata a una innovativa centrale elettrodiesel costituita da 4 nuovi generatori per una potenza totale di 2000 kW, alimentati esclusivamente con biodiesel, combustibile biodegradabile, senza zolfo e con emissioni nulle di CO2 che permette di evitare l'emissione di 2000 tonnellate di CO2 all'anno.


L'innovativo modello energetico di Capraia ha un bassissimo impatto ambientale ed è in grado di fornire elettricità alle 467 forniture di bassa tensione dei residenti con punte estive di circa 2.000 presenze.


L'isola di Ventotene documenta come l'innovazione tecnologica possa generare benefici economici e ambientali per una piccola comunità altrimenti esclusa dall'evoluzione del settore elettrico nazionale a causa delle barriere geografiche.

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Nell'isola al largo del litorale laziale Enel ha installato un sistema di storage con batterie agli ioni di litio che permette di immagazzinare l'elettricità prodotta dai piccoli generatori locali così da evitare sia sprechi invernali che blackout estivi, riducendo l'utilizzo di carburante e le emissioni correlate.


"Le isole minori, per caratteristiche geografiche, ambientali ed economiche, possono diventare un vero e proprio modello di sviluppo per arrivare all'auto-efficienza energetica e al superamento dell'uso dei combustibili fossili"

Silvia Velo, sottosegretario ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare


Lo sviluppo e la diffusione di soluzioni per l'efficienza energetica nelle isole si traduce innanzitutto in un minor impatto ambientale e in un miglioramento delle condizioni di vita di chi le abita.

Per l'Italia, che vanta un patrimonio di 'gioielli del mare' da nord a sud della Penisola, l'approvvigionamento energetico low carbon nelle isole minori si traduce anche in un miglioramento dell'offerta turistica e permette di rendere questi territori in luoghi di sperimentazione e innovazione di avanguardia utile non solo per il Paese ma anche a livello internazionale.

Nella sola Europa, per esempio, il modello sostenibile di Ventotene potrebbe essere replicato in 286 isole con vantaggi per l'ambiente e le oltre 10milioni di persone che le abitano.