“Autarchia energetica”? In Francia ci provano

I paesi di Vitry-le-François e Der hanno avviato un programma per realizzare un nuovo sistema che renda più efficienti e vantaggiosi i consumi energetici a livello locale. Forse farà scuola, di certo fa notizia. Nella Francia regina europea del nucleare – 58 impianti per 63 GW e una produzione complessiva pari a circa il 75% del fabbisogno nazionale di energia – due Comuni hanno scelto una strada che sembra quasi di “autarchia energetica”. Vitry-le-François e Der, nel nord-est del Paese, hanno siglato un accordo con EDF per realizzare un sistema energetico decentralizzato a servizio delle comunità locali.

Il programma di “indipendenza” energetica è nato dal basso e ha un orizzonte a lungo termine declinato in 33 progetti particolari. Con livelli di consumi industriali di gran lunga superiori al resto della Francia (52% sul totale rispetto al 31% medio del resto del Paese) i Comuni hanno costi energetici e livelli di emissione di gas clima alteranti molto elevati. Per questo hanno scelto di avviare un processo teso a rendere efficienti i consumi e migliorare i processi industriali, valorizzare le risorse energetiche locali, aumentare la produzione di rinnovabili con l’incremento dell’eolico e mini-idroelettrico, promuovere la termovalorizzazione delle biomasse, la metanizzazione e l’efficientamento edilizio di circa 8.000 abitazioni costruite prima del 1975.

L’obiettivo di trasformare il sistema energetico territoriale nasce anche dalla necessità di continuare a garantire all’area competitività e occupazione. “I nostri paesi - spiega Jean-Pierre Bouquet, sindaco del comune di Vitry-le-François e presidente della Comunità dei comuni di Vitry Champagne – rappresentano il più grande bacino industriale della Marna e per evitare l’erosione delle attività la transizione energetica è una opportunità”.

I circa 50mila abitanti dell’area interessata dal programma, confermando la tradizione transalpina del débat public, hanno partecipato alla fase di indagine che ha avviato l’iniziativa e portato alla scelta delle amministrazioni pubbliche, che si sono poste l’orizzonte di un piano energetico pluriennale dal 2015 al 2030. Sfogliando il programma in tutte le sue fasi, dalla sensibilizzazione della cittadinanza alla cantierizzazione dei progetti, si scopre un piano dei lavori ambizioso. Viene da dire: “Chi vivrà vedrà”. Di certo all’iniziativa messa in atto dai due comuni transalpini va riconosciuta la capacità di unire intraprendenza, innovazione e concretezza: un chiaro esempio, molto pratico, di cosa significhi che per cambiare il mondo bisogna cominciare da casa propria.