Il diritto alla luce che serve per lo sviluppo

L’impegno di Enel per garantire accesso all’elettricità a chi ancora non ce l’ha. Dai progetti di Enabling Electricity in America Latina alla partecipazione al Forum Onu Sustainable Energy for All.

Gli Stati Uniti sono famosi per le loro feste nazionali. Dal Columbus Day al Giorno della marmotta sino a quello dell’Indipendenza, le celebrazioni a stelle e strisce fanno notizia a livello globale per le manifestazioni di patriottismo, le grandi sfilate e le tradizioni familiari immortalate in molti film – il tacchino del Thanksgiving è l’esempio più noto. Nel mese di maggio cade però un anniversario che non riscuote altrettanta visibilità ma rappresenta per gli Usa una data molto importante: l’elettrificazione delle immense zone rurali del Paese.

Ottanta anni fa le campagne Usa erano al buio e solo con la nascita della Rural Electrification Administration e l’emendamento del relativo Act firmato nel 1935 dall’allora presidente Franklin Delano Roosevelt l’elettricità ha cominciato ad arrivare in ranch, fattorie e campagne della varie belt produttive. Fu l’inizio dello sviluppo agricolo che ha permesso agli Usa di diventare i primi produttori mondiali di granoturco e i pionieri – con alcuni eccessi – di allevamento e coltivazione intensiva.

Il binomio energia-sviluppo, documentato da questo aneddoto della storia americana, è un passaggio chiave per ogni regione del globo e i Paesi che sono stati in grado di realizzarlo velocemente oggi compongono il gruppo di economie mature ed avanzate che va dagli Usa, all’Asia passando per l’Europa. Sanare il cosiddetto energy divide è oggi un obiettivo strategico per i Paesi emergenti dell’America Latina e soprattutto dell’Africa dove la mancanza di accesso all’energia riguarda ancora oltre 1 miliardo e 300 milioni di persone.

Il Decennio internazionale dell’energia sostenibile per tutti, indetto dalle Nazioni Unite per il 2014-2024, pone l’energy divide come priorità dell’agenda internazionale. Come ha sottolineato il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon l’energia è “fondamentale per tutto. È il filo che unisce crescita economica, equità sociale e conservazione dell’ambiente”.

L’impegno di Enel per sanare l’energy divide è documentato dalla pronta risposta data dal Gruppo all’appello Onu ma anche dalle attività e dai progetti del programma Enabling Electricity, realizzati nel mondo a partire dal 2011, che hanno permesso negli ultimi anni di dare l’accesso all’elettricità a oltre 2 milioni e 300 persone. Enel è inoltre l’unica azienda italiana e l’unica utility al mondo a sedere nel Board del programma Onu Sustainable Energy for All con il suo AD, Francesco Starace, ed ha partecipato al secondo annual meeting dell’iniziativa (New York, 18-21 maggio) con gli interventi dell’AD di Enel Green Power, Francesco Venturini, e della responsabile Sustainability Innovation and Stakeholders Engagement, Marina Migliorato.

Innovazione, infrastrutture e tecnologie low carbon sono elementi portanti di Enabling Electricity che, entro il 2019, intende raggiungere il numero di cinque milioni di beneficiari proseguendo la strada iniziata con progetti come quello di Ollagüe in Cile o la partnership realizzata insieme all’ong Barefoot College per formare donne dei villaggi rurali latinoamericani con competenze e capacità per installare e gestire pannelli solari nei loro villaggi e comunità.