L’ibridazione (delle rinnovabili) fa la forza: nuove tecnologie per il nuovo scenario energetico

Pubblicato il martedì, 14 luglio 2015

L’unione (delle rinnovabili) fa la forza. È quel che viene in mente a leggere la notizia del collegamento alla rete dell’impianto a biomassa a filiera corta di Cornia 2 in Toscana: 5 MW di potenza installata che Enel Green Power ha integrato alla preesistente centrale geotermica nel comune di Castelnuovo Val di Cecina, realizzando il primo impianto ibrido al mondo che utilizza la biomassa per surriscaldare il vapore geotermico e incrementarne l’efficienza energetica del ciclo di produzione.

Ibridazione e innovazione tecnologica formano un binomio ormai affiatato nel parco impianti di EGP con un numero crescente di esempi in giro per il mondo, dall’Italia agli Stati Uniti sino a Brasile e Cile. Oltre all’ibrido di Cornia 2 , infatti, EGP ha già in esercizio negli Usa il pluripremiato impianto di Stillwaer dove la generazione geotermica di ciclo binario a bassa entalpia (33 MW di capacità installata netta) è integrata da un impianto solare fotovoltaico (26 MW) e presto anche da uno termodinamico (17 MWt) in costruzione. In Brasile l’ibridazione è uno dei punti di forza dei due campi fotovoltaici di Fontes Solar e della wind farm di Fontes dos Vientos,nello stato di Pernambuco e sempre nel segno dell’unione di più rinnovabili ci sono gli esempi di Apiacas (Brasile), e del villaggio di Ollaguie (Cile) dove l’integrazione di eolico, solare e un sistema di stoccaggio permettono alla popolazione locale di avere accesso costante all’elettricità, cosa che non aveva mai avuto prima.

L’impegno di Enel nello sviluppo delle nuove tecnologie per lo stoccaggio ha già portato a diversi test che proprio in Italia hanno due dei progetti pilota più avanzati. Nell’ambito del programma Active Res into the grid, sistemi di storage sono stati implementati da EGP a Catania (Sicilia) e Potenza Pietragalla (Basilicata): nel primo caso lo stoccaggio è abbinato a un campo solare, nel secondo a un impianto eolico. I due progetti permettono di valutarne le prestazioni nel far fronte alle diverse caratteristiche di imprevedibilità delle due fonti e sono un’occasione per verificare i benefici dello storage nella cosiddetta ‘dispacciabilità’ dell’elettricità, sia per quanto riguarda la possibilità di immagazzinarla nei momenti di massima disponibilità della fonte - per renderla poi disponibile quando invece sole e vento mancano - sia riguardo all’interazione degli impianti di accumulo con la rete.

Il nuovo scenario energetico si sta dimostrando al contempo causa ed effetto dello sviluppo tecnologico. La crescita delle rinnovabili e della generazione distribuita, unite alla digitalizzazione diffusa tra reti elettriche, punti di consumo domestici e nuovi framework di gestione dei sistemi energetici - si pensi all’illuminazione pubblica o alla mobilità sostenibile - stanno trasformando profondamente il modello di generazione tradizionale. Come esplicita la visione alla base del progetto Futur-E, i grandi impianti segnano il passo e da soli non bastano a rispondere alla domanda ormai diffusa di sostenibilità, cha accomuna consumatori e produttori. Le rinnovabili, la loro evoluzione ibrida e l’integrazione con sistemi di accumulo sono l’esempio della risposta necessaria per realizzare il nuovo modello energetico basato su una tecnologia innovativa, flessibile e capillare che permette di distribuire l'energia in maniera più efficiente, grazie a sistemi e reti smart.