L’ AD di Enel Francesco Starace spiega il progetto Futur-e e le ragioni che hanno portato il Gruppo ad essere tra le prime utility elettriche d’Europa a intraprendere il nuovo corso low carbon. “Qualcuno vuole una centrale elettrica?”. È il titolo dell’articolo di The Economist che racconta visione e passi del progetto Futur-e dialogando direttamente con l’AD di Enel, Francesco Starace, su due temi rivoluzionari (e concatenati tra loro) per il sistema energetico europeo: il futuro degli asset non più competitivi e obsoleti, e la “decarbonizzazione” dell’intero settore elettrico.  

“Non è un funerale. È una trasformazione” dice Starace a The Economist spiegando le ragioni della scelta senza ritorno compiuta da Enel. Attraverso il progetto di riqualificazione di 23 impianti termoelettrici italiani varato con Futur-e il Gruppo ha intrapreso un percorso che considera obbligato davanti allo scenario economico ed energetico europeo segnato da un combinato disposto di elementi: la stagnazione dei consumi, la crescita competitiva delle rinnovabili e la sempre più impellente urgenza di affermare un nuovo paradigma di sviluppo low carbon.   

La vendita della centrale Enel di Porto Marghera, conclusa l’ultimo 2 novembre, è la prima pietra miliare del percorso avviato con Futur-e che ha trasformato sovra-capacità di produzione degli impianti termoelettrici ed evoluzione del mercato elettrico in un’opportunità per dare ancor più rapidità alla trasformazione del proprio businessormai sempre più caratterizzato dal binomio sostenibilità e innovazione. Rinnovabili, smart technology ed efficienza energetica sono infatti elementi cardine del nuovo corso del Gruppo che considera la sostenibilità ambientale, sociale ed economica come la chiave di volta della crescita propria, delle comunità presso le quali opera e dell’intero settore energetico.  

L’intero settore elettrico europeo sta compiendo un profondo ripensamento del proprio modello di business per affrontare il nodo degli impianti alimentati con fonti convenzionali che, nel periodo dal 2008 al 2013, hanno sofferto a livello continentale una perdita cumulativa di profitti pari a 36 miliardi di euro. Anche altre grandi utility elettriche europee stanno muovendosi rapidamente verso un modello carbon-free ed Enel con Futur-e si pone come esempio apripista di un nuovo corso che interesserà sempre più produttori europei.