L’ora della COP21 di Parigi: dalle parole ai fatti

Il primo giorno della COP21 con le attese di un impegno globale per la decarbonizzazione. Un post del premier italiano Matteo Renzi e l’impegno di Enel su climate change e carbon neutrality. Siamo tra i Paesi leader nella ricerca con scienziati di altissimo livello. Siamo tra i protagonisti della Green economy (biomasse, solare, geotermia). Abbiamo ridotto le emissioni del 23% negli ultimi 20 anni. Sull'efficienza energetica, con i contatori intelligenti, puntiamo alla leadership mondiale. Dunque noi facciamo la nostra parte. Ma allo stesso tempo siamo consapevoli che abbiamo bisogno di un accordo internazionale, altrimenti tutto sarà inutile”. È un brano del post su Facebook del premier italiano Matteo Renzi nel giorno dell’apertura della COP 21, il summit della Nazioni Uniti sui cambiamenti climatici, in programma Parigi sino all’11 dicembre. “Noi facciamo la nostra parte” afferma il primo ministro italiano. E cita ad esempio “Quattro miliardi di dollari da qui al 2020, lo sforzo delle istituzioni e delle aziende a cominciare da Eni e Enel, un grande investimento educativo per le nuove generazioni”.

 

Più del 47% dell'energia generata da Enel nel 2014 era priva di emissioni di carbonio. E il Gruppo si presenta alla COP 21 unendo a questo dato un Piano Strategico caratterizzato dalla conferma di investimenti costanti per le rinnovabili, le smart technologies e le innovazioni tese a garantire lo sviluppo di un’economia low carbon. Enel inoltre ha già da tempo preso l’impegno di ridurre entro il 2020 l'intensità delle emissioni di CO2 del 25% rispetto ai livelli del 2007 e di raggiungere la carbon neutrality entro il 2050.

 

Enel auspica un Accordo Globale sul Clima in grado di dare segnali forti per gli investimenti di decarbonizzazione e che includa:

  • Un impegno di tutte le principali economie mirato a sviluppare un comune quadro di riferimento per lo sviluppo, il monitoraggio ed il riesame di obiettivi di riduzione delle emissioni di lungo termine;
  • Un pieno coinvolgimento del settore privato nella mobilitazione dei finanziamenti necessari attraverso mercati del carbonio e fondi d'investimento;
  • Un ruolo rilevante dei fondi low carbon, come il Green Climate Fund, per complementare l'azione dei mercati del carbonio specialmente nel finanziare le infrastrutture energetiche;
  • Un ruolo centrale per i meccanismi di mercato nell'aumentare il livello di ambizione che deve essere sostenuto da un quadro comune a livello di UNFCCC e dal corrispondente sistema di contabilizzazione delle emissioni.​