A Camerata Picena l'economia circolare è outlet

Pubblicato il mercoledì, 1 giugno 2016

L’idea nasce dalla necessità di riorganizzarsi dell’azienda Energo S.p.A. in seguito al recepimento della normativa europea per cui è previsto il ritiro del vecchio elettrodomestico al momento della consegna del nuovo.

Dopo lo sviluppo sostenibile e la green economy, oggi al centro delle politiche ambientali europee vi è la cosiddetta “economia circolare”, un modello che pone al centro la sostenibilità del sistema, dove non ci sono prodotti di scarto, ma le materie vengono costantemente riutilizzate. Opposta al sistema “lineare” adottato in gran parte fino ad oggi, l’economia circolare permette di trarre il massimo dalle risorse disponibili, reimmettendole nel ciclo produttivo invece di collocarle in discariche. 

Oggi è possibile valorizzare le iniziative imprenditoriali coniugandole con i concetti di recupero e riutilizzo, rigenerando e costruendo un territorio competitivo e rispettoso dell'ambiente. 

È quello che è successo a Camerata Picena, importante distretto di produzione di elettrodomestici e che ultimamente ha risentito della crisi industriale e dei consumi. L’idea nasce dalla necessità di riorganizzarsi dell’azienda Energo S.p.A. in seguito al recepimento della normativa europea per cui è previsto il ritiro del vecchio elettrodomestico al momento della consegna del nuovo. Un'enorme quantità di Raee (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), quindi, che per l’imprenditore diventa una nuova fase della filiera da gestire. Dal bisogno all’ingegno, da un problema a un'opportunità, ed ecco che nasce una nuova realtà, supportata da Second Life Italia promossa da Legambiente, che riesce ad ottenere la prima autorizzazione completa rilasciata in Italia per il ricondizionamento dei Raee. 

Da qui la creazione, proprio a Camerata Picena, del primo outlet in Italia di elettrodomestici usati e garantiti. Fin dalla sua nascita, nell'aprile 2015, il ritmo delle rigenerazioni era di oltre 500 elettrodomestici al mese, ma già oggi il ritmo è più che raddoppiato. Anche i dipendenti di questo nuova attività sono una sorta di “riuso”, in quanto già tecnici delle aziende che hanno reso grande il distretto del bianco nei decenni passati.

Un qualsiasi elettrodomestico usato una volta rigenerato viene venduto a un valore tra il 33% e il 40% rispetto al nuovo; se invece non è recuperabile, l'oggetto viene smontato e i singoli pezzi rigenerati sono venduti su un portale di e-commerce.

Un modello desiderabile dal punto di vista ambientale e praticabile da quello economico e tecnologico in quanto crea nuovi posti di lavoro, tonnellate in meno di rifiuti, meno sprechi inutili e prezzi vantaggiosi per le famiglie a basso reddito. 

Un modello che è stato applicato con fortuna nel distretto del bianco del marchigiano ma che potrebbe essere replicato in altri distretti industriali sparsi sul territorio italiano per creare tanti “distretto del riciclo” che si possano affiancare all’area industriale locale mettendo in pratica un nuovo approccio “circolare” all’economia, anche grazie ai finanziamenti implementati recentemente dalla Commissione Europea - tra cui per oltre 650 milioni di euro provenienti da Orizzonte 2020 e per 5,5 miliardi di euro dai fondi strutturali.

 

Un ambizioso pacchetto di misure per incentivare la transizione dell’Europa verso un’economia circolare, che ne rafforzerà la competitività a livello mondiale e stimolerà la crescita economica sostenibile e la creazione di nuovi posti di lavoro.