Futur-e: risposta vincente, non solo per l’Italia

Pubblicato il lunedì, 4 luglio 2016

Cosa fare di centrali termoelettriche obsolete? Per l’agenzia Bloomberg il progetto di Enel per la riqualificazione dei vecchi impianti italiani è una soluzione efficace a una esigenza che sempre più Paesi al mondo hanno.

È la risposta italiana ad un problema globale e può fare scuola anche ben oltre i confini tricolore. Per l’agenzia internazionale Bloomberg il progetto Futur-e di Enel è una soluzione efficace e innovativa alla domanda che sempre più Paesi al mondo si stanno ponendo. 

La chiusura di impianti a carbone e a gas obsoleti ha ormai una suaroad map globale che Bloomberg ripercorre rapidamente nell’articolo intitolato “What Happens to Old Polluting Power Plants? Italy Has an Answer”. 

La campagna Beyond Coal del Sierra Club ha stimato che negli Stati Uniti 236 impianti termoelettrici hanno già una data di chiusura prefissata. La Gran Bretagna ha promesso lo stop di tutte le centrali a carbone entro il 2025. La Cina, considerata tra i campioni dell’inquinamento globale, sta iniziando a smantellare impianti a combustibili fossili nelle aree urbane per le emissioni climalteranti e le polveri dannose alla salute che generano. Per ognuno di questi siti – ormai centinaia in tutto il mondo -  la domanda sul futuro è viva e aperta.Sono tanti gli esempi di impianti termoelettrici e vecchi siti industrialiche hanno iniziato una nuova vita grazie a progetti di riqualificazione creativi e destinazioni d’uso completamente diverse. Nell’elenco di quelle che si potrebbero definire centrali eclectiche si possono annoverare esempi da tutto il mondo, con molti impianti trasformati in musei come la Tejo di Lisbona, la Power Station of Art di Shangai, la centrale Montemartini di Roma o la ancor più famosa Tate Modern di Londra un tempo Bankside power station. 

A render unico il progetto Futur-e c’è una visione strategica d’insieme, che non si limita alla riqualificazione di singoli impianti ma di un intero gruppo di centrali, e il modello di dialogo e collaborazione con le realtà territoriali dove gli impianti sorgono per individuare con amministrazioni, imprese e cittadini nuove destinazioni d’uso dei siti  

Il direttore della Divisione Global Generazione Termica di Enel, Enrico Viale, spiega nell’articolo di Bloomberg che riqualificare le vecchie centrali termoelettriche è un dovere che Enel sente nei confronti dei territori che sino a oggi hanno ospitato questi impianti. "Siamo cresciuti insieme e abbiamo costruito un rapporto solido con le comunità" dice Viale a Bloomberg. E, ancor più che il semplice smantellamento dei siti produttivi, “è doveroso dare loro una prospettiva per il futuro” anche al di fuori dell’uso per la generazione elettrica. 

Il Concorso internazionale di idee di Alessandria, le procedure pubbliche in corso per l’acquisizione e riqualificazione degli impianti di Rossano (Cosenza)Montalto di Castro (Viterbo)Porto Tolle (Rovigo) sono gli esempi più eclatanti del modello intrapreso da Enel per dare un nuovo futuro alle aree che ospitano le centrali. 

Nel futuro dei siti coinvolti dal progetto Futur-e potranno esserci centri commerciali, parchi divertimenti, poli logistici e destinazioni d’uso funzionali alle esigenze e prospettive di sviluppo dei territori nei quali sorgono.