Riqualificazione del patrimonio immobiliare, tra edilizia circolare e utilizzo della leva digitale

Pubblicato il martedì, 9 agosto 2016

Innovazione e sostenibilità sono le due parole chiave che caratterizzano oggi anche il settore dell'edilizia, in particolar modo le riqualificazioni del patrimonio immobiliare, il risparmio energetico e i cambiamenti nell'industria delle costruzioni. 

Un nuovo approccio alle riconversioni risulta ancora più rilevante in Italia, dove il 70% degli edifici e dei fabbricati industriali è stato realizzato prima del 1976, anno d'introduzione della prima legge sull'efficienza energetica, e il 25% non è mai stato riqualificato. 

Di questo complesso argomento si è parlato durante il convegno REbuild che si svolge da cinque anni a Riva del Garda, una piattaforma per lo scambio di conoscenze sull’innovazione nell'edilizia, che pone l'accento sulle nuove proposte di industrializzazione della riqualificazione, cercando soluzioni ai quesiti e alle problematiche del settore della costruzione e gestione di immobili e fabbricati industriali. 

I temi più dibattuti quest'anno sono stati: edilizia circolare, risparmio energetico e l'uso della leva digitale nella progettazione. 

Edilizia circolare è un concetto di cui sentiremo sempre più parlare in futuro. Con questo termine si intende un'attività di costruzione e di mantenimento degli immobili che non disperda valore e che, attraverso il riciclo e il riutilizzo, permetta di ridurre il consumo di materia ed energia, con benefici sia sulla comunità sia sull'ambiente. Questo si concretizza in una serie di pratiche, tra cui il riutilizzo massimo dei materiali nella fase di ricostruzione degli immobili da riconvertire, nell'ottica di ottenere un efficace isolamento termico per ridurre il fabbisogno energetico degli edifici e dei fabbricati. 

Oltre il 50% dell'inquinamento atmosferico nelle città dipende dai consumi energetici di abitazioni e industrie, soprattutto per il riscaldamento invernale: quindi l'efficienza energetica, insieme alle fonti rinnovabili, rappresenta uno dei modi migliori per tradurre i principi dell'economia circolare nell'edilizia. 

Tra le proposte più concrete c'è quello di chi punta a generare il mercato dell’efficientamento energetico attraverso una sinergia tra le utilities e l’industria delle costruzioni: Enel.Sì, ad esempio, propone una serie di servizi evoluti e soluzioni legati al risparmio energetico, dai sistemi di illuminazione a basso consumo alla progettazione e installazione di impianti fotovoltaici e solari termici con l'obiettivo di ottimizzare le risorse e rispettare l'ambiente. 

L'altra grande innovazione riguarda l'uso delle tecnologie applicate al settore delle costruzioni che rendono più efficienti e integrate le fasi di progettazione, costruzione e gestione degli immobili. Ad esempio, attraverso la piattaforma BIM (Building Information Modeling), il team progettuale formato da architetto, ufficio studi e le figure più operative riescono a lavorare in sinergia adottando fin da subito i materiali e le soluzioni migliori: in tal modo si riduce sia la differenza tra preventivo e costo reale sia il cosiddetto Performance Gap, ovvero lo scarto tra le prestazioni attese da parte dell'edificio e le prestazioni reali ed effettive. Questo permette una gestione più efficiente e industrializzata del settore edile, garantendo costi, risultati e tempi certi. 

Anche l'utilizzo della rete e delle piattaforme social permettono di condividere le informazioni con le comunità e gli stakeholders, creando così una relazione continua con la domanda e con le esigenze del territorio: questo si traduce in una riduzione del rischio e dei costi fino al 30%. 

Tutti questi elementi e nuove pratiche permettono di guardare al tema delle riqualificazioni e riconversioni di immobili e impianti nel segno dell'innovazione e della sostenibilità, economica, ambientale e sociale.