B-Corp, nuovo capitalismo per un'economia positiva

Pubblicato il mercoledì, 7 settembre 2016

Tutto ebbe inizio nel 2010 quando lo Stato del Maryland introdusse nel codice civile, accanto alle società for profit e non profit, quelle for benefit

Aziende di abbigliamento sportivo come Patagonia, di gelato industriale come Ben&Jerry’s e la piattaforma di crowdfunding Kickstarter, in breve tempo ottengono la certificazione di benefit corporation - o B-Corp - che attesta e misura il loro impegno rispetto a valori sociali, nonché a pratiche responsabili da un punto di vista sociale ed ambientale. Oggi nel mondo sono oltre 1600 le aziende che accostano all'obiettivo di produrre fatturato e utili, quello di mantenere alti gli standard ambientali, umani e sociali. 

Con la Legge di Stabilità 2016 l'Italia diventa il secondo paese dopo gli USA a riconoscere uno status giuridico alle Benefit Corporation (società benefit), aziende for profit a tutti gli effetti, senza alcun vincolo sulla redistribuzione degli utili e dei dividendi, ma che conducono il proprio business misurando a 360 gradi tutti gli impatti ambientali e sociali, con l'intenzione di creare valore condiviso.

La valutazione, che si basa su quattro aree - la governance, la comunità, le persone e l'ambiente –viene rinnovata ogni due anni, con criteri più severi mano a mano che le società innalzano i loro standard. 

Si tratta quindi di creare un nuovo modello imprenditoriale –che tuttavia si rifà ad esempi gloriosi del secolo scorso, come quello di Adriano Olivetti – che veda l’ambiente, i dipendenti, la comunità e tutti gli altri stakeholder coinvolti come risorse, e che nel perseguire la propria mission aziendale riesca a generare dei benefici sul territorio.  

Ad oggi le B-Corp sono circa una ventina e operano in vari ambiti, da D-Orbit, che sviluppa e commercializza tecnologia per il recupero a basso costo dei satelliti, riducendo così l’inquinamento dovuto ai detriti spaziali, ai Fratelli Carli, noto brand di olio da cucina e per uso cosmetico. 

Finalmente anche il mondo della finanza ha compreso l'importanza di produrre un “impatto sociale” e stanno quindi nascendo veicoli di investimento dedicati a questi nuovi modelli di business, con numerosi investitori, anche istituzionali, che ricercano  forme di investimento “ad impatto” (Impact Investing), una nuova evoluzione dei Fondi etici di Investimento, per garantire un ritorno non solo economico e finanziario, ma anche sociale, attraendo anche capitali dall'estero.

Citando l’economista Robert Shiller, premio Nobel per l’economia nel 2013: “Tutte le aziende dovrebbero essere gestite in modo da creare benessere alle persone e al pianeta; attraverso prodotti, pratiche e profitti, le aziende dovrebbero ambire a dare beneficio a tutti”.