Nuovi progetti di mobilità: tra sharing economy e motori elettrici

Pubblicato il mercoledì, 7 settembre 2016

Il modello di business della Sharing Economy contiene al suo interno varie fattispecie, dalla possibilità di trasformare i consumatori in fornitori di servizi fino a quella di promuovere forme di consumo consapevole basate sulla collaborazione.

Un mondo vasto e frastagliato su cui è necessario fare luce per capire quali potrebbero essere le attività e le pratiche per la crescita sostenibile dell'economia italiana.

Alla fine del 2015 il sito Collaboriamo.org insieme a Phd Italia ha censito in Italia 118 piattaforme di sharing economy, attive in settori che spaziano dall'abbigliamento ai servizi alle persone. Il comparto più vivace e in crescita è risultato quello dei trasporti che rappresenta quasi il 20% delle realtà diffuse in Italia. Ed è proprio la sharing economy abbinata alla motorizzazione elettrica una delle risposte più concrete e risolutrici contro la congestione del traffico e l'inquinamento atmosferico globale, lo dicono fonti autorevoli dal rapporto della società di consulenza Arthur D Little “Future of Urban Mobility 2.0” a quello del gruppo McKinsey “Mobility of the Future”:

le città prossime venture saranno caratterizzate dal recupero di tempo e spazio per la “rigenerazione urbana” attraverso la sostituzione del traffico privato con sistemi condivisi di trasporto e l’impiego dei veicoli senza guidatore. La Toyota sta sperimentando a Tokyo e a Grenoble (Francia) una piattaforma gestionale che integra trasporto pubblico e car sharing con auto a emissioni zero: la piattaforma offre in tempo reale la disponibilità di mezzi di trasporto e indica il migliore itinerario, integrando informazioni già disponibili attraverso le diverse app per il treno, tram, bus, car e bike sharing. E' interessante che sia proprio un'industria automobilistica a focalizzare un progetto di innovazione sullo “scambio dell'auto”, invece che sulla proprietà individuale. Stessa cosa sta facendo Daimler con il prodotto Car2Go. 

Entro novembre 2016 tutti i paesi europei dovranno presentare alla Commissione Europea per la mobilità e i trasporti il proprio programma nazionale per la realizzazione delle infrastrutture per auto elettriche e a idrogeno: l'obiettivo è ricevere il finanziamento di 600 milioni di euro stanziato per sostenere 100 progetti pilota di infrastrutture per la ricarica delle auto elettriche e la fornitura di idrogeno ai veicoli a emissioni zero.

In Italia c'è ancora molto da fare su questo fronte, ma qualcosa si sta muovendo, non solo nelle grandi città con servizi di car sharing elettrici ma anche in aree non urbane coinvolgendo strade, ma anche acque e sentieri di campagna, specie se con un'attrazione turistica.

Tra i tanti c'è quello per la laguna di Orbetello, vicino a Montalto di Castro, dove è stato proposto il progetto “Life for a better lagoon”, una serie di interventi che include servizi di sharing di biciclette a pedalata assistita, auto e battelli elettrici.  

Un'innovativa eco-piattaforma per il trasporto intermodale e la mobilità sostenibile a cui hanno partecipato tra gli altri “La Sapienza Università di Roma” Centro Trasporti e Logistica (CTL), il Polo della Mobilità sostenibile (POMOS) e Enel, che ha progettato le stazioni di noleggio e ricarica o anche il recente accordo con l'Università Roma Tre per il servizio di car sharing elettrico per studenti, personale docente e amministrativo dell'Ateneo.

L'offerta di mobilità per il futuro dovrà essere sempre più adeguata a una domanda flessibile attraverso piattaforme che offrono le opzioni più efficienti di itinerari e tempi. Inoltre il disincentivo all'uso del veicolo privato potrà funzionare se a fianco alle misure restrittive verranno resi disponibili servizi alternativi che integrino car sharing con il trasporto pubblico. 

 

Guarda l'infografica