Startup e Green economy: Polihub e gli altri incubatori

Pubblicato il venerdì, 21 ottobre 2016

Oggi non è più possibile pensare alla green economy come a un nuovo settore economico, ma piuttosto come la trasformazione dell'economia tradizionale in una ambientalmente compatibile. 

Per tale motivo oggi è importante e strategico supportare tutte quelle occasioni di creazione e crescita di nuove startup, attraverso incubatori e acceleratori che permettono di promuovere la valorizzazione dei talenti e sostenere progetti innovativi, specialmente nel campo della green energy, per contribuire concretamente alla crescita economica del paese. 

Realtà come ad esempio il PoliHub di Milano, secondo incubatore universitario di startup in Europa e quinto nel mondo, gestito dalla Fondazione Politecnico di Milano e che supporta le startup innovative e con modelli di business scalabili. Polihub opera attraverso lo scambio di esperienze, la contaminazione e la condivisione di conoscenze, mettendo in contatto le startup con le aziende consolidate nell'innovazione e il Politecnico. Tra le varie iniziative di Polihub vale la pena segnalare una serie Call of Talents attinenti al settore energetico (Next Energy) che hanno premiato dieci nuove imprese, oppure piattaforme di traning e accelerazione nel campo del Life Science (BioUpper) .  

Proprio nelle aule del PoliHub è stato recentemente presentato il progetto Futur-e agli startupper e agli studenti di ingegneria. La piattaforma non riguarda solo la riutilizzazione di aree e impianti dismessi, ma rappresenta un vero e proprio veicolo di innovazione, un territorio aperto alle startup. Riqualificare per innovare è il mantra che accompagna questo progetto fin dalla sua costituzione.

Enel oltre al suo suo programma Enel For StartUp si sta muovendo anche con varie iniziative con il ruolo di business mentoring in una piattaforma di equity crowdfunding “Call for disruption in Energy”. Qui saranno selezionati dieci progetti innovativi nel settore dell'energia e della green economy per poi premiarne i due più validi, agevolando l'accesso al mercato secondario delle quote di startup e piccole-medie imprese oltre a garantire servizi gratuiti di advisory legali, fiscali e gestionali.

Stando ai dati di fine Maggio 2016 le imprese censite nel Registro delle StartUp Innovative ammontano a 5735: il 39,9% opera nel comparto informatico (software, hosting di dati, web), seguito da attività professionali e tecniche (dalla ricerca e sviluppo fino ad attività di architettura) con il 28,7%, e infine attività manifatturiere per il 18,1%. 

In media hanno 4 soci e un dipendente. Da una desk analysis dell'Università Bocconi emerge come, sul fronte dell'azionariato, la maggior parte delle startup sia costituito dai soci fondatori individuali (nel 95% dei casi), mentre solo il 5% è partecipata da fondi di venture capital e private equity; cresce invece la presenza di soci di società industriali (31%) che prediligono le startup innovatrici con una gestione fortemente improntata sulla green economy, sia sui processi che sui prodotti.

Nuove realtà imprenditoriali che, nella loro mission, mirino ad obiettivi sviluppo sostenibile, alle esigenze del territorio e delle comunità locali. Riqualificare per innovare è il mantra che accompagna questo progetto fin dalla sua costituzione.