La Bikeconomy e il Giro d'Italia

Pubblicato il domenica, 18 dicembre 2016

In questi ultimi anni la bicicletta è tornata ad avere un ruolo centrale sia da un punto di vista simbolico sia nel nostro vivere quotidiano.

Il grande ritorno della bicicletta indica uno stile di vita e di pensiero che privilegia la semplicità, la manutenzione degli oggetti quotidiani e l'energia muscolare, oltre che un desiderio di riappropriazione del territorio e di rivincita dello spazio sul tempo. La bicicletta rappresenta oggi un'icona di riferimento molto forte: come prodotto, modo di pensare e come nuova forma di racconto, ma ha anche generato una vera e propria economia che ruota intorno alle due ruote.

La European Cyclists’ Federation ha infatti coniato il termine bikeconomy, che comprende la stima delle vendite e dall’affitto di biciclette e componenti, lo sviluppo di infrastrutture ciclabili, i benefici all’ambiente, i vantaggi per la salute intesi come risparmio del settore sanitario, il risparmio nell’uso del carburante e la riduzione di inquinamento e rumore. Valori e stime relative ai 27 paesi europei che, messi insieme, formano un valore più alto del PIL della Danimarca: basti pensare che la produzione e la vendita di biciclette e accessori in Europa ha un giro di affari che si aggira sui 18 miliardi di euro all’anno, mentre il settore del cicloturismo muove ogni anno oltre 44 miliardi di euro.

In Italia l'evento di spicco legato alla bicicletta è rappresentato dal Giro D'Italia. Nel 2017 si celebrerà il centenario del Giro, Enel anche in questa edizione sarà lo sponsor della Maglia Rosa e accompagnerà la carovana a due ruote nelle città italiane portando una “nuova energia”, servizi e innovazioni attraverso una serie di attività, dalle Promozioni Rosa dell'Open Village alle prove gratuite delle bici elettriche.

Gli eventi itineranti come il Giro d'Italia sono oggi un ottimo strumento per diffondere sul territorio non solo nuove iniziative, ma anche nuove pratiche virtuose di eco-compatibilità. Nel corso della scorsa edizione del Giro d'Italia è stato portato avanti il progetto “Ride Green” per divulgare la cultura della raccolta differenziata lungo le strade del Giro e dimostrare, tappa dopo tappa, i benefici ambientali ed economici del riciclo e dell'economia circolare. Attraverso la collaborazione con gli enti locali di ogni singola tappa, Ride Green ha raccolto 56mila kg di rifiuti (di cui 6771 kg  organici, 34789 kg di carta e cartone, 3964 kg di plastica e metalli e 2114 kg di vetro) e l'84% di questi sono stati avviati a una nuova vita. Un risultato straordinario che ha coinvolto cittadini, volontari e cooperative sociali, dimostrando che è possibile gestire gli eventi sportivi e di intrattenimento in una modalità più sostenibile, coinvolgente e attenta al territorio.

L'edizione 100 del Giro d'Italia ci riserverà sicuramente altre sorprese legate al mondo delle biciclette in un'ottica di economia circolare e ci sono già segnali provenienti da altre iniziative: a Torino, ad esempio, è stato attivato “Biciclabile” un progetto di recupero delle due ruote che, abbandonate nel deposito della polizia municipale, rinascono grazie agli interventi di persone disabili e poi impiegate a fini sociali o rivendute a prezzi calmierati per autofinanziare l’iniziativa. Un esempio di economia circolare dove il sociale si sposa con l'ambiente.