Il mercato dell'e-mobility

Pubblicato il venerdì, 7 aprile 2017

È stato pubblicato il primo E-Mobility Report realizzato dall’Energy&Strategy Group del Politecnico di Milano, che ha analizzato i dati e i trend di crescita della mobilità elettrica sia in Italia che all’estero.

Il mercato dell'auto elettrica in Italia presenta oggi caratteristiche distintive, in quanto maggiormente orientato verso il lato dell'offerta piuttosto che su quello della domanda.

Proviamo ad esaminare quest'ultima: di recente è stato pubblicato il primo E-Mobility Report realizzato dall’Energy&Strategy Group del Politecnico di Milano, che ha analizzato i dati e i trend di crescita della mobilità elettrica sia in Italia che all’estero. Nel 2016 sono state vendute nel mondo circa 800.000 auto elettriche (sia BEV, ossia i modelli full electric, sia PHEV, gli ibridi plug-in), il 40% in più rispetto al 2015. A guidare il mercato sono Cina e Stati Uniti; in Europa (con 151.000 unità vendute) svetta la Norvegia, dove le immatricolazioni dei veicoli elettrici hanno rappresentato il 23,3% del totale, mentre l'Italia si trova in una posizione di retroguardia con 2.560 vetture vendute, cioè lo 0,1% dell'intero mercato nazionale dell'auto, senza peraltro nessuna crescita, e quindi in piena controtendenza. Secondo un'analisi comparativa condotta all'interno della ricerca, una delle principali ragioni che spiega il diverso andamento delle vendite di auto elettriche è la presenza di meccanismi d'incentivazione all'acquisto. In Norvegia l'incentivo è di circa 20.000€ per i BEV e 13.000€ per i PHEV, nei Paesi Bassi la media è di circa 9.500€, mentre in Italia gli incentivi sono mediamente di 3.000€ per un BEV e di 2.000€ per un PHEV.

Dall'altra parte però, in Italia, si sta sviluppando una filiera completa che comprende tutti i segmenti dell'offerta di settore, dalla ricerca di base fino ai veicoli finiti, dal design ai sistemi di batterie e punti di ricarica, con idee innovative di aziende e start-up che si stanno rivolgendo con successo al mercato estero e che sono state presentate da Enel e Fondazione Symbola un paio di settimane fa nel corso di “100 Italian E-Mobility Stories”.

C'è il caso di Zagato, storica azienda italiana che realizza carrozzerie per automobili, che ha disegnato la Thunder Power, una vera e propria auto elettrica globale di proprietà taiwanese, produzione cinese, ingegneria europea e design italiano. Oppure quello di Birò, l'innovativa super-leggera elettrica con batteria estraibile di Estrima, nata dall'intuizione di Matteo Maestri che con la sua start-up ha diversificato l'attività di famiglia, specializzata nelle cabine di sicurezza per macchine agricole. E poi ancora una serie di aziende specializzate in progetti per il trasporto pubblico, come la perugina Rampini, che oggi fornisce il suo bus Alè Elettrico a molte città europee come Vienna, Amburgo e Budapest.

Ricerche come quella sopracitata, nate dalla collaborazione tra università e realtà industriali, hanno l'obiettivo di individuare le barriere e promuovere le soluzioni necessarie per il decollo della mobilità elettrica in Italia.