Enel, dall'estrazione al consumo sostenibile

Pubblicato il giovedì, 23 gennaio 2014

La domanda di carbone è destinata a crescere del 2,3% l'anno. La stima viene dall'Agenzia Internazionale dell'Energia che per il prossimo quinquennio ha ritoccato in basso le sue precedenti previsioni, che indicavano un +2,6% al 2017, senza tuttavia togliere alla fonte fossile per eccellenza il gradino più altro del podio nella corsa con gas e petrolio per la produzione di energia.

Cina e Usa hanno ridotto nel 2013 il loro consumo di carbone, la prima per il combinato di crescita dell'idroelettrico e flessione economica, la seconda per l'apporto dello shale gas. Ma il mercato indica che il combustibile più diffuso al mondo mantiene comunque la sua leadership grazie all'affidamento al carbone di Paesi anche molto diversi tra loro:

Per i Paesi in via di sviluppo ed emergenti, soprattutto dell'Asia, è la fonte più economica e disponibile per dare energia alla propria crescita e soddisfare fabbisogni nazionali dall'andamento spesso instabile;

Per il Giappone è l'unica soluzione percorribile nell'immediato per sostituire lo storico contributo del nucleare, messo offline dopo Fukushima, e in attesa di disegnare un nuovo piano di politica energetica a medio-lungo termine;

Per la verde Germania, campione delle rinnovabili in Europa, resta una fonte insostituibile tanto che nel 2013 ha avviato 6 nuove centrali a carbone per 5.700 MW totali, ed entro il 2015 aggiungerà altri 3 impianti per ulteriori 3.500 MW.

Scendere a patti col carbonema non ad ogni costo, è l'orizzonte di responsabilità e realismo al quale sono chiamati tutti i Paesi che in diverso modo non possono privarsi del contributo del combustibile che dà energia non solo agli impianti di produzione elettrica, ma anche all'industria pesante, al riscaldamento domestico e, nei suoi derivati, viene utilizzato per trasporti, chimica e persino agricoltura.

Le utility dell'energia promuovono la sostenibilità del carbone a 360 gradi. Enel, ad esempio, oltre a garantire efficienza e performance dei suoi impianti è tra le aziende che hanno dato vita a ENCIO, il progetto europeo per sviluppare impianti termoelettrici Avanzati ultrasupercritici (Advanced USC) in grado di raggiungere livelli di efficienza di conversione oltre al 50%. Ma il Gruppo partecipa anche a organizzazioni no profit internazionali come Bettercoal, nata per promuovere efficienza e sostenibilità lungo tutta la filiera del carbone dall'estrazione ai molteplici utilizzi finali.