L'idroelettrico di Enel, patrimonio italiano

Pubblicato il lunedì, 17 marzo 2014

L'idroelettrico di Enel è un patrimonio nazionale. Spesso dimenticate, rispetto ai più giovani impianti solari e parchi eolici, le centrali che usano l'acqua per fornire energia all'Italia rappresentano una vera ricchezza per il Paese da decenni.

Sono 153 le grandi dighe italiane gestite da Enel produzione e fanno parte di quella famiglia di infrastrutture energetiche che da sempre coniugano sostenibilità ambientale ed economica. Dalle centrali idroelettriche esce energia rinnovabile e programmabile, un binomio che le rende competitive sia rispetto agli impianti alimentati da fonti fossili sia nei confronti di parchi eolici e campi fotovoltaici o di solare a concentrazione che per loro natura dipendono dalle condizioni atmosferiche e metereologiche.

L'Italia ha costruito il suo sviluppo sull'idroelettrico che nel corso del Novecento ha dato energia al Paese. Dalla diga del Chiotas (CN), costruita tra le cime delle Alpi Marittime piemontesi, a quella di Ancipa (CT), le 153 grandi dighe di Enel sono presenti in quasi tutte le regioni italiane e in molti casi rappresentano molto più che un importante tassello nel grande mosaico del patrimonio energetico nazionale.

Monumenti di ingegneria e architettura che documentano uno spirito di intrapresa e di visione spesso capace di unire l'utile al bello. Impianti come la centrale Taccani (BG) sulle rive dell'Adda o gli impianti di Nove (TV) e Soverzene (BL) in Veneto rappresentano una pagina visionaria e allo stesso tempo pragmatica della storia italiana che ancora oggi contribuisce al fabbisogno energetico nazionale in maniera essenziale.

Il piccolo idroelettrico di Enel Green Power con 288 impianti disseminati in tutto il Paese è la nuova frontiera di questa storia dell'energia dall'acqua in Italia. Esaurite le possibilità di installare nuovi impianti su fiumi e laghi di grossa portata, la tecnologia Enel ha sviluppato gli strumenti per rendere più efficienti e sostenibili le grandi centrali iniziando a utilizzare corsi d'acqua minori con impianti di limitata potenza unitaria che forniscono nell'insieme un contributo non trascurabile alla copertura della domanda elettrica.