Rinnovabili e carbone mix di generazione

Pubblicato il martedì, 11 marzo 2014

C'è un carbone che serve allo sviluppo delle rinnovabili. Il fatto può suonare strano ma i numeri e l'esperienza degli ultimi anni dicono proprio questo: la crescita e la diffusione a livello globale dell'energia verde passa dall'utilizzo di una delle più antiche fonti fossili.

La domanda globale di carbone è cresciuta del 55% nell'ultimo decennio. E questo incremento non è dovuto solo alle economie dei Paesi emergenti, alla ricerca di energia abbondante e basso costo, ma anche a quelli dei Paesi dell'Europa che nel mondo vantano da tempo politiche di sviluppo delle FER e i migliori risultati a livello globale in fatto di riduzione delle emissioni clima alteranti.

Costruire la competitività sul binomio carbone e rinnovabili è quanto hanno fatto Paesi come Inghilterra e Germania che nel 2012 hanno aumentato le loro importazioni della fonte fossile rispettivamente del 31% e del 6%. La Germania in particolare, indiscusso campione europeo delle energie rinnovabili, produce il 47% della sua elettricità con il carbone accompagnando in questo modo lo sviluppo delle FER e il loro progressivo peso nel mix di generazione nazionale.

L'Italia paga un gap importante, con il carbone fermo al 12% del mix energetico, nonostante l'efficienza dei suoi impianti in esercizio sia molto elevata. Come ricordato da Andrea Clavarino, presidente di Assocarboni, in una recente intervista a Elementi, mensile del Gestore servizi energetici (GSE), “in media le nostre centrali a carbone hanno un'efficienza del 39% rispetto al 35% di quelle europee” mentre i progetti in corso oltre a garantire investimenti e posti di lavoro “garantiranno un efficienza media del 46% che solo alcuni nuovi impianti in Giappone Danimarca possono eguagliare”.

La corsa all'efficienza degli impianti a carbone è quasi passata inosservata rispetto alle attenzioni rivolte allo sviluppo tecnologico di altre fonti energetiche. Ma i risultati ottenuti sono molto significativi per comprendere a pieno il ruolo che la fonte fossile può svolgere nella fase di transizione verso gli scenari di decarbonizzazione disegnati al 2050.

Impianti come la centrale Enel di Torrevaldaliga Nord, offrono già oggi performance di efficienza e sostenibilità sino a qualche tempo fa impensate a livello industriale. E la ricerca scientifica per migliorare gli impianti a carbone sta già costruendo la strada per la prossima generazione di centrali, i cosiddetti impianti termoelettrici Avanzati ultrasupercritici (Advanced USC) caratterizzati da più elevate pressioni e temperature del vapore prodotto in caldaia. Anche su questo fronte Enel può già contare su una esperienza di innovazione e sviluppo che nel 2012 ha portato il Gruppo ad aprire la Conferenza internazionale Thermal and Nuclear Power Engineering Society (TENPES) di Tokyo dedicata alle tecnologie per il carbone ad alta efficienza.