Il Nuovo Ciclo Dei Combinati

Pubblicato il mercoledì, 9 aprile 2014

Costituiscono l'ossatura del parco di generazione convenzionale italiano, avendo di fatto preso il posto degli impianti termoelettrici a olio combustibile: parliamo degli impianti a ciclo combinato o CCGT (Combined Cycle Gas Turbine), che negli ultimi anni hanno sperimentato una forte crescita in Italia.

Ben 30 GW di nuovi CCGT, infatti, si sono aggiunti al parco centrali nazionale, con aspettative di esercizio, inizialmente, di 4-5000 ore equivalenti l'anno. Tuttavia, la contrazione della domanda elettrica dovuta alla crisi del 2008 e il veloce sviluppo delle rinnovabili non programmabili, hanno portato a una marginalizzazione, a livello temporale, dell'uso dei CCGT, con 1000-2000 ore di funzionamento annuo.

Ma il loro ruolo è cambiato: da macchine pensate per produrre quasi esclusivamente energia a risorse pregiate in grado di fornire, oltre che energia, anche servizi con elevata dinamica e flessibilità.

In un contesto caratterizzato da una crescita di generazione diffusa, infatti, posso crearsi congestioni di rete e possibili instabilità della frequenza e della tensione. Gli impianti a ciclo combinato sono programmabili e possono consentire di far fronte a queste criticità fornendo i servizi che il sistema richiede: per esempio nei momenti di picco della domanda, colmando deficit di 10-12 GW in tempi brevi.

Per questo Enel ha già da tempo avviato una serie di azioni sia sul piano tecnico-gestionale sia per quanto riguarda l'upgrading impiantistico, in particolare per la riduzione dei tempi di avviamento. Nuovi bruciatori a bassissime emissioni, procedure di spegnimento e accensione dei diversi moduli e sistemi di supervisione della temperatura per specifiche parti dell'impianto hanno portato a una riduzione dei tempi di avviamento del 55%, abbattendo contestualmente le emissioni inquinanti e gli sbilanciamenti di energia prodotti rispetto ai profili venduti sul mercato.

La flessibilità dei cicli combinati, inoltre, li rende una risorsa preziosa non solo per il sistema elettrico italiano, ma anche per quello europeo, grazie all'interconnessione delle reti.