L'Italia: un Paese per le rinnovabili

Pubblicato il giovedì, 3 aprile 2014

L'Italia è un buon mercato per le rinnovabili, come emerge dall'ultima rilevazione trimestrale del Renewable energy country attractiveness index (RECAI) realizzata da Ernst & Young.

Il Paese ha migliorato il proprio posizionamento nell'indice, che misura l'attrattività per gli investimenti nelle energie rinnovabili in quaranta nazioni, passando dal dodicesimo all'undicesimo posto del ranking internazionale.

Nonostante il trend sfavorevole a livello globale, l'Italia non ha smesso di investire nelle rinnovabili, e, anche grazie a Enel, nel 2013 ha realizzato 500 MW di eolico e installato 2000 MW di solare sui tetti. Enel Green Power, in particolare, ha continuato ad investire nella geotermia ad alta entalpia attraverso la realizzazione, in atto, di impianti per  40 MW, e la messa in esercizio di 2 gruppi, ricondizionati, da 20 MW. È proseguito l'impegno per la crescita del miniidroelettrico, nonché per la diffusione della biomassa distribuita, un vero e proprio modello di sviluppo.

Una crescita che avviene in concomitanza con una generale contrazione del mercato della green energy: -11% a livello mondiale nel 2013. Un dato che va comunque contestualizzato: secondo Andrea Paliani, Energy Leader di E&Y, la diminuzione degli investimenti globali nel 2013 riflette, tra l'altro, un settore maturo, in cui la riduzione dei costi per la tecnologia comporta requisiti di investimento inferiori. Dello stesso avviso è anche l'ad di Enel Green PowerFrancesco Starace, che in una recente intervista a rinnovabili.it ha evidenziato in proposito come sia oggi possibile ottenere piani di crescita analoghi al passato investendo molto meno denaro.

Ciò data una doverosa premessa, sottolinea Starace: questo processo virtuoso non si attua da solo, ma dipende da due elementi sostanziali. Il primo è un continuato e sostenuto investimento in ricerca e sviluppo; il secondo è la scala sempre più globale del settore delle rinnovabili, che consente l'import-export non solo di componenti materiali, ma anche del know-how.

Così, da un lato, “oggi  in Italia se si vuole installare una turbina eolica si ha possibilità di approvvigionarsi su scala globale riuscendo ad ottenere prezzi impensabili  2 o 3 anni fa”, spiega Starace, mentre “in Sud Africa siamo diventati i più grandi operatori di rinnovabili con una costellazione di aziende unicamente italiane. Perché in Sud Africa, attualmente, c'è una domanda molto interessante e le aziende italiane hanno un know how estremamente apprezzato”