Sempre più solido l'impegno di Enel per la ricerca

Pubblicato il mercoledì, 14 maggio 2014

Guardare al futuro ed essere sempre di più leader tecnologico nel settore energetico. È questo uno degli obiettivi di Enel che continua a investire nella creazione di sistemi competitivi e sostenibili, ponendo in primo piano la sicurezza e l'ambiente attraverso lo sviluppo delle rinnovabili, delle tecnologie per l'efficienza energetica, delle reti intelligenti, e delle tecnologie sempre più efficienti per la generazione di potenza da fonti convenzionali.

In quest'ambito l'azienda elettrica ha i numeri che servono e mette in campo:

  • una squadra di circa 160 ricercatori,
  • tre centri di ricerca: Pisa, Brindisi e Catania,
  • l'area sperimentale di Livorno
  • due laboratori chimici: Pisa e Brindisi
  • quattro Laboratori Cross-Tech, dedicati alla sperimentazione nelle aree: Accumulo, Domotica, Cybersecurity e Tecnologie Solari.

A questi dati si aggiungono 13 progetti di ricerca vincitori di bandi di finanziamento a livello nazionale e 24 a livello europeo solamente nell'ultimo triennio. Oltre a una media annua di 50 pubblicazioni e relazioni a convegni scientifici internazionali.

Enel vanta un impegno consolidato nella ricerca, come ricorda la monografia Invenzioni&Brevetti, tratta dall'Archivio Enel, e realizzata nel 2012 per i 50 anni della società. La divisione Ingegneria e Ricerca ha depositato solamente negli ultimi tre anni 19 domande di brevetto, tra cui il TOB, Triangle-based Omni-purpose Building. Quest'ultimo – recentemente insignito di un importante riconoscimento internazionale – è un sistema che attraverso pannelli fotovoltaici accoppiati ad un sistema di accumulo è in grado di fornire elettricità e servizi a comunità rurali in zone isolate non collegate alla rete elettrica.

Cinque delle 19 domande di brevetto depositate nel triennio sono frutto dell'esperienza e del lavoro svolto per la realizzazione del progetto Archimede, impianto solare termodinamico a Sali Fusi realizzato a Priolo Gargallo (SR). La tecnologia Archimede impiega dei sali fusi, che scorrendo in un tubo speciale, ricevono l'energia solare da collettori parabolici e grazie alle loro caratteristiche, sono in grado di accumulare l'energia termica per poi produrre energia elettrica quando necessario, anche in assenza di sole.