Eolico, l'incertezza normativa frena lo sviluppo

Pubblicato il lunedì, 23 giugno 2014

L'eolico italiano va di bolina. In altre parole controvento. La metafora velistica descrive bene la situazione in Italia: un settore dalle grandi potenzialità, frenato dalla sovrapposizione di norme, veti amministrativi e pregiudizi.

Alla fine del 2013, secondo il Rapporto Ren21, diffuso di recente dal forum globale sulle rinnovabili, il Bel Paese contava una potenza installata di 8,6 GW nell'eolico, confermando la settima posizione mondiale. Tuttavia le nuove installazioni sono state di appena 0,4 GW, contro gli 1,3 GW aggiunti nel 2012. Una battuta d'arresto dovuta sia alla riduzione degli investimenti, sia a una normativa frammentata e a un contenzioso crescente.

Rispetto alle Linee guida per l'autorizzazione di impianti da fonti rinnovabili, fissate dal ministero dello Sviluppo economico nel 2010, sulle procedure per l'installazione di impianti eolici quasi tutte le Regioni hanno a loro volta prodotto disposizioni territoriali, spesso restrittive rispetto alla legislazione nazionale in nome della tutela del paesaggio. Si è così innescato il gioco dei ricorsi ai TAR e al Consiglio di Stato, con un contenzioso crescente.

Una situazione di conflittualità che, secondo dati diffusi da Legambiente in occasione del Wind Day il 15 giugno, ha fatto saltare molti progetti onshore e ne sta bloccando quindici offshore. Segmento quest'ultimo su cui manca una normativa chiara, mentre abbondano i veti di Regioni e Sovrintendenze, anche per installazioni previste a diversi chilometri dalla costa.

Eppure l'energia del vento potrebbe garantire il 10% del fabbisogno energetico del Paese, riducendo le importazioni e la generazione da fonti fossili. Nel 2013, secondo il Rapporto annuale dell'Autorità dell'energia, presentato il 19 giugno, la produzione elettrica da fonte rinnovabile è cresciuta del 17%, grazie anche all'incremento della generazione eolica (+12%).

Di qui la necessità, secondo Legambiente, di un provvedimento quadro, che garantisca una gestione trasparente, chiara e sostenibile del settore, con regole specifiche per l'eolico offshore.