Grieco: Enel promuove le pari opportunità

Pubblicato il venerdì, 13 giugno 2014

“Sono convinta, a fronte dei progressi nella legislazione, che il merito debba rimanere l'unico vero criterio a guidare la selezione del personale, e l'unico vero principio democratico di sviluppo e di valorizzazione delle risorse umane”. E' quanto sottolineato dalla presidente di Enel Patrizia Grieco nel corso del suo intervento al convegno “La disciplina sull'equilibrio di genere a due anni dall'introduzione: numeri, bilanci e prospettive”, tenutosi lo scorso 11 giugno a Roma presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell'ambito della presentazione del Corso Avanzato di Alta Formazione “Corporate governance e parità di genere”.

“Il numero di donne che lavorano in Enel – ha affermato la Grieco - si attesta intorno al 20%, sul totale dei dipendenti, e nella governance delle società controllate, in Italia, abbiamo il 34% di componenti donne. Un dato importante, perché si tratta in molti casi di managerialità interne che abbiamo fatto crescere; e vista la natura del business dell'azienda – ha aggiunto - è necessario un riequilibrio dei percorsi formativi delle donne a favore delle specialità scientifiche”.

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Commentando i dati sulla presenza femminile nella governance delle società pubbliche (17,2%), a un anno e mezzo dall'introduzione della legge per il riequilibrio di genere, la Grieco ha sottolineato che “servono interventi legislativi per dare il giusto spazio al talento delle donne. Un problema che esiste anche negli Stati Uniti, perché la forte presenza nelle società tecnologiche non basta di per sè ad alzare la media”.

La Grieco ha poi concluso con una riflessione sul rapporto tra pari opportunità e governance: “L'organo che guida la vita dell'azienda è il CdA, all'interno del quale le deleghe devono essere ben delineate e rispettate, secondo le buone pratiche di governance. In questo contesto il ruolo del presidente è importante, ma è fondamentale che oltre alle deleghe ci sia l'autorevolezza necessaria. Si scelgono troppo spesso percorsi formativi per lo staff e non per la dirigenza”.

Secondo Grieco, pesa poi la situazione congiunturale: "Il tutto è reso ancora più difficile dai dati sulla disoccupazione che colpisce in particolare le donne. L'intervento legislativo top-down, che deve essere arricchito da leggi ad-hoc, serve, ma per essere efficace nel lungo periodo, deve unirsi anche ad un movimento dal basso”.