Lavoro quotidiano che dà energia all'Italia

Pubblicato il martedì, 24 giugno 2014

Cosa hanno in comune Spinetta in Piemonte e Serra Capriola in Puglia, Lavello in Calabria e Rotello in Molise? Sono solo alcuni delle migliaia di comuni italiani, alcuni dei quali anche con poche centinaia di abitanti, che nel triennio in corso vedranno all'opera Enel Distribuzione con interventi per l'aumento dell'efficienza della rete elettrica, per l'implementazione di soluzioni avanzate come telecontrollo, smart grid e smart metering e per il miglioramento complessivo della qualità del servizio.

Il piano di sviluppo 2014-2016 di Enel Distribuzione è una fotografia della complessità e ampiezza della rete che ogni giorno dà energia all'Italia e allo stesso tempo delle attività, quotidiane e straordinarie, tanto essenziali quanto sconosciute, che il personale operativo sul territorio realizza in grandi città come Genova con i suoi quasi 600mila abitanti o in piccoli comuni come Riva Valdobbia (Piemonte) che conta una popolazione di 250 persone.

I numeri del sistema elettrico di Enel Distribuzione danno l'idea tanto della capillarità del servizio quanto dell'ampiezza del campo di lavoro quotidiano necessario per garantire la sicurezza della fornitura di elettricità a famiglie, imprese e servizi pubblici.

Con 348000 km di linee in media tensione (MT), 777000 km di linee in bassa tensione (BT), oltre 2000 cabine primarie AT/MT e 450.000 cabine secondarie MT/BT Enel Distribuzione è chiamata a vigilare sull'accesso all'elettricità di tutto il Paese. La struttura organizzativa per garantire questo servizio è divisa in 4 macro aree (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro e Sud), articolate in 11 unità territoriali denominate “Distribuzione territoriale rete” (DTR), a loro volta suddivise in 114 zone.

La crescita delle rinnovabili e della generazione distribuita sta trasformando la rete e richiedendo un adeguamento tecnologico diffuso su tutto il territorio. Fenomeni come la cosiddetta “inversione di flusso di energia”, nei quali la potenza attiva fluisce dalla rete di distribuzione in MT verso la rete AT, sono crescenti a testimonianza che la figura del consumatore diventato ormai auto produttore è sempre più diffusa. La rete pensata per connettere i clienti in modo passivo con un flusso unidirezionale dall'AT alla MT oggi si trova ad affrontare una dinamica dialogica per la quale il singolo consumatore non solo riceve energia ma la produce e quindi la immette lui stesso in rete.

Gli interventi del piano di sviluppo si suddividono in due macro-tipologie, quelli effettuati direttamente sulla rete elettrica e i progetti di sviluppo a supporto delle infrastrutture. Tra i primi è possibile annoverare i progetti di razionalizzazione e sviluppo della rete di distribuzione, suddivisi per livello di tensione (BT/MT/AT), e quelli di innovazione tecnologica quale l'automazione della rete. A questi ultimi si aggiungono poi i progetti di sviluppo a supporto delle infrastrutture che includono gli investimenti in Information & Communication Technology, fondamentali per assicurare una gestione efficiente dei processi aziendali insieme all'affidabilità e alla sicurezza dei servizi erogati.