Rinnovabili "made in Italy" da esportazione

Pubblicato il martedì, 15 luglio 2014

Il “made in Italy” che piace al mondo è tradizionalmente associato a food, fashion and furniture. Ma le cosiddette 3F non sono le uniche eccellenze italiane da esportazione. Oltre ad alimentari, moda e accessori il mercato globale sta dimostrando di apprezzare sempre di più un altro tipo di prodotti del Bel Paese che non nascono dagli atelier di moda, dalle botteghe artigiane e dall'antica tradizione culinaria dell'Italia. Sono le nuove tecnologie che gravitano attorno al mondo delle fonti rinnovabili.

L'Italia è un incubatore di innovazione nel settore elettrico. Tecnologie come il contatore elettronico e i sistemi di telegestione sono nati con Enel nel Bel Paese e da qui hanno preso il largo nel resto del mondo conquistando nuovi mercati in Europa e America Latina. Le soluzioni fast recharge per la ricarica veloce e intelligente dell'auto elettrica sono un “made in Enel” che è anche “made in Italy”. E a tutto questo patrimonio di prodotti dell'eccellenza italiana si stanno aggiungendo anche dispositivi e componenti degli impianti per le fonti rinnovabili.

Nei mercati emergenti Enel Green Power sta vivendo uno sviluppo crescente. La costruzione di nuovi impianti solari ed eolici sta contribuendo alla crescita delle fonti rinnovabili in Paesi che sino a pochi anni fa non contemplavano nel loro mix di produzione le energie verdi se non quelle tradizionali come l'idroelettrico. E in questo nuovo corso di Paesi dell'Africa come dell'America Latina Enel è protagonista insieme a prodotti del “made in Italy”.

L'esempio del Sudafrica è uno dei più recenti di come le soluzioni tecnologie per gli impianti rinnovabili prodotte in Italia siano capaci di diventare protagoniste nei mercati esteri. L'impianto fotovoltaico di Upington, collegato alla rete elettrica sudafricana in maggio, è il primo di una serie di nuove installazioni di rinnovabili che EGP sta costruendo nel Paese per un totale di 500 MW di capacità, tra energia eolica e solare. E il nuovo campo fotovoltaico sudafricano, così come i quattro che seguiranno nelle località di Aurora, Tom Burke, Paleisheweul e Pulida, sono stati progettati con i moduli a film sottile prodotti dalla fabbrica 3Sun di Catania. Altre aziende, sempre italiane, sono fornitrici di EGP per le componenti degli impianti eolici. E questa partnership diventa ancor più significativa se si pensa che il sistema di gara del Sudafrica si basa su una logica molto semplice.

Progetti competitivi, migliore qualità, sostenibilità e costi più bassi. Sono queste le 'regole del gioco' per lo sviluppo delle rinnovabili in Sudafrica. Il mercato del Paese è impostato con un meccanismo che prevede contratti di vendita a 20 anni attraverso un Power Purchase Agreement con l'utility statale ESKOM. Il governo fissa gare per l'assegnazione dei MW con cadenza annuale, l'industria globale delle rinnovabili partecipa e vincono i migliori. E in Sudafrica tra i migliori ci sono Enel con le aziende italiane.