Smart city in Italia: non solo tecnologia

Pubblicato il giovedì, 3 luglio 2014

"L'innovazione tecnologica e digitale va sviluppata tenendo come riferimento l'obiettivo più importante: la sostenibilità ambientale". È all'insegna delle convergenze che Livio Gallo, direttore della Divisione Infrastrutture e Reti di Enel, ha aperto il convegno "Smart cities: il futuro delle città. Un'opportunità per l'Italia", organizzato il 2 luglio nella sede Enel di Roma in collaborazione con la rivista Limes, introdotto e moderato dal direttore della rivista Lucio Caracciolo. In questo contesto, per Gallo, "un aspetto primario è l'informazione e la comunicazione ai cittadini: se non condividono gli obiettivi, la tecnologia non basta". Enel è comunque in prima fila nello sviluppo delle soluzioni impiantistiche e di information technology che consentiranno di gestire i centri urbani del futuro, con numerose sperimentazioni e applicazioni già in corso sia in Italia che in Spagna e America Latina.

Secondo Mauro Bonaretti, segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il punto è come superare gli ostacoli allo sviluppo delle smart cities in Italia: "La poca autonomia, l'assenza di priorità chiare, le soluzioni sviluppate in contesti diversi". Per affrontare questi problemi "gli attori coinvolti sono tanti, ed è necessario che tutti partecipino".

Anna Brogi, responsabile Sicurezza, Ambiente, Qualità ed Efficienza Energetica della Divisione Infrastrutture e Reti di Enel, ha ribadito che il punto focale è l'inclusione sociale, ma è fondamentale anche la tecnologia, a partire dal contatore elettronico, elemento abilitante delle smart cities.

Per John Rossant, presidente della Newcities Foundation, "le smart cities sono la combinazione virtuosa fra infrastrutture altamente sviluppate (l'hardware) e il software composto dalla cultura e dalla governance. Le infrastrutture tecnologiche sono necessarie ma non sufficienti: sono i cittadini a rendere viva una smart city". Per l'Italia, Rossant ha evidenziato una grande opportunità: "Se c'è una cosa che da sempre gli italiani fanno meglio degli altri è l'ideare e realizzare città. L'Italia adesso deve sfruttare le esperienze passate per reinventare le città del futuro".

 

A seguire, una tavola rotonda moderata da Lucio Caracciolo. Luigi Marras, direttore generale per la Mondializzazione e le Questioni Globali del Ministero degli Affari Esteri, ha declinato l'argomento in un'ottica di politica estera, sempre più legata alla sensibilità ambientale e alla capacità di affrontare le sfide quotidiane in campo sociale ed economico oltre alle più tradizionali questioni strategiche.

Per Andrea Aparo Von Flüe, docente di strategie aziendali all'Università La Sapienza di Roma e al Politecnico di Milano, l'Italia, dopo aver perso grandi occasioni di sviluppo industriale, può adesso cogliere quella offerta dalle smart cities. Per questo serve una strategia condivisa, basata a sua volta su obiettivi chiari.

L'architetto Paolo Desideri ha spiegato come la storia della città moderna ha visto il privilegio delle infrastrutture, ma con le smart cities riemerge la necessità di valorizzare la società civile: oggi in Italia il problema è l'aggiornamento delle politiche più che delle infrastrutture.

Antonella Galdi, vicesegretario generale dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci), partendo dalla sfida delle città metropolitane è passata a esaminare gli scenari futuri. L'attenzione va messa sul ruolo della comunità: i cittadini devono prendersi cura del territorio e del bene comune.

Simona Vicari, sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico, ha concluso sottolineando l'impegno del governo per quanto riguarda il coordinamento dei progetti, e ha descritto le azioni previste, anche in rapporto ai finanziamenti europei, confermando che "le smart cities devono coniugare l'innovazione tecnologica e l'innovazione sociale: dobbiamo costruire città umanamente intelligenti. Per questo "è prioritaria una campagna informativa che raggiunga il pubblico più vasto, e sono quindi utili iniziative come quella di oggi".