Enel terza utilities al mondo. La fotografia di R&S Mediobanca

Pubblicato il martedì, 12 agosto 2014

Il ranking mondiale delle utilities per fatturato attivo, vede ancora una volta Enel terza, con 130,9 miliardi di euro, preceduta dalle francesi Edf, con 239,6 miliardi, e Gdf con 131,6.

È l'analisi della diciannovesima indagine annuale sulle principali imprese multinazionali e sulle maggiori società di telecomunicazioni e utilities nel mondo, redatta da R&S Mediobanca, la società di ricerca e studi della banca d'affari di piazzetta Cuccia.

Enel nel 2013 si conferma quindi tra i giganti delle utilities globali, ribadendo la terza posizione conquistata nel 2012. Il gruppo si aggiudica il terzo posto anche nella classifica delle maggiori multinazionali italiane, preceduta dal Enie dall'Exor(principale azionista di Fiat) della famiglia Agnelli.

Dall'indagine emerge inoltre che, a livello mondiale, le aziende energetiche sono le protagoniste della Top Ten assoluta per fatturato attivo, con ben otto piazzamenti e la russa Gazprom leader per il secondo anno consecutivo. Al primo posto delle multinazionali per valore di Borsa si conferma invece ancora una volta l'americana Apple, seguita dalle connazionaliExxonMobil e General Electric.

L'indagine di R&S Mediobanca esamina i dati relativi alle multinazionali dei settori industria e manifattura, tlc e utilities, con fatturato superiore a 3 miliardi di euro. Quest'anno sono state prese in considerazione 383 aziende suddivise in tre grandi macro-are: la cosiddetta “triade” formata da Europa, Nord America e Giappone, Russia-Asia e resto del mondo. L'analisi mostra come le multinazionali europee, per numero, fatturato e occupati, sono ancora le più grandi a livello globale, seguite da quelle asiatiche e del resto del mondo, che però crescono a ritmi più sostenuti.

Le big company dei paesi emergenti, evidenzia il centro studi di piazzetta Cuccia, sono cresciute del doppio rispetto a 9 anni fa. Di questo passo le multinazionali asiatiche supereranno quelle europee nel giro di cinque anni, mentre entro vent'anni anche le grandi aziende del centro e sud America potrebbero scavalcare quelle della “triade”.