Energia Blu, un mare dal potenziale green

Pubblicato il lunedì, 29 settembre 2014

Presto sarà l'energia del mare a illuminare la costa sud-occidentale dell'Isola d'Elba, nelle località Chiessi e Pomonte. Il comune di Marciana ha approvato il progetto definitivo per la posa del cavo necessario a immettere nella rete elettrica l'energia prodotta dal generatore, installato a circa 600 metri dalla costa.

L'allaccio dell'impianto, con una capacità nominale di 150 kW, rappresenta il passaggio alla fase operativa della sperimentazione avviata due anni fa da 40South Energy in collaborazione con Enel Green Power

R115 è il nome del generatore che, sfruttando il moto ondoso, produrrà energia senza emissioni e senza impatto sull'ambiente marino e sul paesaggio. Il suo funzionamento si basa su principi di ingegneria meccanica applicata al moto ondoso. La 40South Energy ha di recente ultimato la fase di ingegnerizzazione per produrre in serie i moduli TEP (Transmission, Electronics and Power) da 25kW, utilizzabili in diverse tipologie di macchine marine, agevolando così la commercializzazione e la sperimentazione di macchine più potenti, come la R1300 da 2MW.

Lo sfruttamento dell'energia del moto ondoso è tra i punti prioritari del piano d'azione della Commissione Ue per lo sviluppo della Blue Economy e sarà al centro della conferenza annuale dell'Ocean energy Europe, l'associazione europea dedicata allo sviluppo di energia green dagli oceani, in programma l'1 e il 2 ottobre prossimi a Parigi.

Il summit si focalizzerà su innovazione e progetti specifici, prendendo in esame interventi come quello finanziato dal governo inglese in Scozia, a Pentland Firth, dove è prevista la costruzione di una centrale sottomarina da 400 MW, con l'installazione di turbine da 1,5MW sui fondali. Ma anche sull'importanza della ricerca, come il progetto Waveport, finanziato dall'UE e guidato dalle Università di Exeter (UK) e Tel Aviv (Israele). I ricercatori hanno dimostrato che, utilizzando appositi dispositivi galleggianti chiamati point absorber, è possibile raddoppiare l'energia generata dal mare prevedendo la forza delle onde.

La configurazione geografica dell'Italia, con i suoi 8.000 chilometri di costa, rende il nostro Paese un candidato naturale a cogliere le opportunità del mare come fonte energetica alternativa, anche se il Mediterraneo per la sua specificità di mare chiuso, richiede tecnologie diverse rispetto a quelle utilizzate nel Nord Europa. Tecnologie come quelle sviluppate con la R115.