Edilizia, cemento ed efficienza energetica

Pubblicato il venerdì, 17 ottobre 2014

Il carbone può contribuire in modo significativo ad accrescere l'efficienza energetica degli edifici. La notizia può suonare strana ma con i consumatori sempre più propensi ad interventi di miglioramento dei loro appartamenti e all'utilizzo consapevole dell'energia, e con il settore edilizio alla costante ricerca di soluzioni per aumentare l'efficienza con costi competitivi e sostenibili, il "fattore carbone" nella filiera della cosiddetta white economy può risultare una sorpresa - per i non addetti ai lavori - gradita.

L'Energy efficiency market report dell'Agenzia Internazionale dell'Energia ha stimato che, nel periodo 2007-2013, gli italiani hanno speso 22 miliardi di euro per realizzare 1,8 milioni di interventi di efficientamento energetico nelle loro case. Merito di una cultura sempre più condivisa sull'uso consapevole dell'energia, che si estende anche all'acquisto crescente di elettrodomestici con classi di consumo più performanti e alla diffusione delle mini-rinnovabili, ma anche delle politiche di detrazioni fiscali introdotte nel 2007.

Trasporti ed edilizia sono spesso sotto la lente di ingrandimento in fatto di efficienza energetica più per le potenzialità ancora inespresse che per i risultati comunque ottenuti. E nell'ottica di lungo periodo i due settori sono alla ricerca di strade che consentano di garantire, oltre al risparmio energetico ottenibile con interventi di efficientamento (dai Certificati Bianchi agli standard della Direttiva Ecodesign dell'Ue), anche modelli di business e soluzioni permanenti che assicurino sin dall'origine - per l'edilizia si potrebbe dire: dalle fondamenta – livelli di efficienza energetica sostenibili, competitivi e in grado di modificare in modo radicale l'impatto ambientale e il peso dei consumi di abitazioni e immobili.

Il cemento è il secondo prodotto più consumato al mondo dopo l'acqua a causa della crescita della popolazione urbana globale e delle città. Per questo il settore edile è da anni alla ricerca di un materiale di costruzione in grado di sostituire il cemento Portland, tradizionale e più diffuso al mondo, che ha un limite 'ambientale' rilevante: per produrre un chilo di questo tipo di materiale di costruzione viene rilasciata esattamente la stessa quantità di CO2, emessa nel processo di realizzazione del clinker: il composto di base del cemento che si ottiene con la 'cottura' di argilla, calcare e scisto, avviene a 1450° e richiede l'utilizzo di carbone.

L'utilizzo intelligente del carbone può evitare l'emissione dell'anidride carbonica per la produzione di cemento. Come? Enel, da oltre 10 anni, sviluppa studi e progetti per il riutilizzo delle ceneri di carbone delle sue centrali come materiale da costruzione che permette la riduzione delle emissioni nel processo di produzione ed evita l'utilizzo di ulteriore combustibile fossile per ottenere il clinker.

Ottenere cemento con le ceneri di carbone è un'idea che Enel ha cominciato a studiare già nel 2003 quando ha avviato il progetto sperimentale Ceneri Doc che, l'anno successivo, ha ricevuto il Premio all'innovazione amica dell'ambiente di Legambiente. La strada aperta dagli studi di dieci anni fa, che miravano a ottenere risparmi energetici e di materie prime nonché la riduzione delle emissioni di gas serra, derivanti dalla conseguente minore produzione di cemento, sono proseguiti oltre Ceneri Doc.

Le ricerche di Enel per un cemento eco-friendly con l'utilizzo delle ceneri di carbone si sono moltiplicate negli anni arrivando a generare in particolare altri due progetti:

  • Filiere Corte ha interessato la centrale Federico II di Brindisi e il territorio di Puglia e Basilicata dove operano circa 600 aziende edili;
  • Nero Mattone ha dimostrato l'utilizzabilità delle ceneri di carbone, sia leggere che pesanti, prodotte da centrali termoelettriche nel settore laterizi su scala industriale;

L'esperienza nell'utilizzo delle ceneri di carbone per l'edilizia ha poi portato Enel ha individuare ulteriori applicazioni ad alto valore aggiunto dei residui. Nel 2013, ad esempio, è stato completato lo sviluppo del processo produttivo di un nuovo materiale - geopolimero cellulare – realizzato con ceneri pesanti e con possibili applicazioni per l'edilizia ad alto risparmio energetico.