Efficienza energetica, eccellenza "made in Italy"

Pubblicato il venerdì, 3 ottobre 2014

L'Italia scala la classifica mondiale dell'efficienza energetica. In quanto a progressi realizzati in materia nel 2014, secondo l'American Council for an Energy-Efficiency economy (Aceee), il Belpaese è al secondo posto assoluto a livello globale, al primo nel settore dei trasporti e divide con la Francia il primo gradino del podio per quanto riguarda le politiche energetiche.

Il trilemma energetico al quale ogni Paese al mondo deve rispondere unisce l'esigenza di garantire sicurezza degli approvvigionamenti, disponibilità a prezzi accessibili e competitivi per i consumatori, sostenibilità ambientale della politica energetica nazionale. Queste tre necessità chiedono una risposta integrata ed equilibrata nella quale l'efficienza energetica svolge un ruolo sia di stimolo che di sviluppo.

Lo scenario di sviluppo dell'efficienza energetica in Italia interpella in diverso modo i vari ambiti produttivi. Se le utility dell'energia sono ormai da tempo tra le più virtuose in materia e le imprese, soprattutto le piccole e medie, sono alla ricerca di un equilibrio tra i costi dell'efficienza e quelli della crisi, diverso è il ruolo dell'edilizia e del comparto immobiliare nel suo complesso dove ancora molto si può fare sia per quanto riguarda la riqualificazione dell'esistente sia nel sostegno a interventi e nuove costruzioni parametrate agli obiettivi di efficienza energetica posti dall'Unione europea.

Tra gli attori sulla scena dell'efficienza energetica sono inclusi i trasporti che hanno da sempre un peso rilevante nei consumi e da poco hanno segnato un netto miglioramento rispetto al passato, come rilevato anche dallo studio dell'ACEEE. A chiudere il lungo elenco dei soggetti coinvolti nel cammino verso l'efficienza energetica ci sono poi i consumatori comuni, assurti al ruolo di promotori esigenti di soluzioni sostenibili, che nel complesso proseguono nel trend di efficientamento iniziato ormai da alcuni anni. Il segmento degli usi finali non fa registrare grandi accelerazioni ma si caratterizza comunque per l'aumento costante degli interventi per l'efficienza sostenuta anche da soluzioni quali i certificati bianchi e favorite dall'offerta sul mercato di prodotti come quelli proposti da Enel Energia che vanno dai piccoli impianti rinnovabili ad uso domestico a climatizzatori, caldaie e scalda acqua.

Tecnologia, politiche e cultura sono tra i principali fattori per l'affermazione e la diffusione di soluzioni di efficienza energetica, soprattutto nell'ambito building e domestico, e sono tra loro correlati. Lo sviluppo e la penetrazione nel mercato di tecnologie adeguate ai target e alle esigenze dei consumatori sono rese possibili dalla consapevolezza diffusa tra i cittadini di benefici, costi e opportunità. Politiche e sistemi regolatori devono accompagnare questo processo di sviluppo delle tecnologie e della domanda di soluzioni per l'efficienza favorendone l'affermazione e monitorandone l'evoluzione in quanto a costi, prestazioni ed effettiva penetrazione sul mercato.

Le possibilità di risparmio energetico in Italia, dovute all'utilizzo di tecnologie per l'efficienza energetica sono rilevanti. Un recente studio, realizzato da Enel Foundation e dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano, ha individuato due prospettive di sviluppo virtuose per l'Italia quantificando i risultati di scelte politiche, regolatorie e tecnologiche in grado di dare spazio d'espressione al potenziale ancora inespresso o solo accennato in materia:

  • in uno scenario di sviluppo ottimo, le possibilità di risparmio energetico raggiungerebbero 288 TWh pari all'intera produzione di energia elettrica in Italia nel 2012
  • in uno scenario di sviluppo moderato si tratterebbe invece di 194 TWh

I benefici dell'efficienza energetica includono sia la riduzione dei consumi, al di là della contrazione registrata ormai da alcuni anni a causa della crisi, sia delle emissioni clima alteranti. A questi due risultati virtuosi di aggiungono poi le ricadute occupazionali, la possibilità di sviluppare filiere tecnologiche nazionali nel settore dell'efficienza e riflessi sul Pil che l'Agenzia internazionale dell'energia, nel suo recente report Capturing the multiple benefits of energy efficiency, calcola in una forchetta di crescita tra lo 0,25% e l'1,1% annuo traducibile in 8-27 posti di lavoro per ogni milione di dollari investito.