Enel al lavoro con l'Italia che innova

Pubblicato il martedì, 7 ottobre 2014

Spesso dimentichiamo che l'Italia è un Paese di innovatori, da sempre. E anche nella rivoluzione hightech che sta cambiando il nostro modo di vivere quotidiano c'è molto make in Italy: invenzioni come l'mp3 e il microchip sono idee nate nel Belpaese e si inseriscono in una lunga serie di innovazioni che vanno dalla radio alla pila passando per l'elicottero e, perdendosi nei secoli, arrivano sino a prodotti comuni come i tessuti bleu de Gênes (i blu di Genova) che l'inglese e il consumismo globale ha trasformato nei famosi blue jeans.

L'innovazione "made in Enel" occupa una parte significativa nel grande libro che raccoglie la storia dell'invenzioni nate dal genio italico e capaci di diventare globali. Dall'ormai diffuso e comune contatore elettronico al più tecnico e specialistico simulatore di caldaia di Giorgio Quazza i primati di Enel sono tanti. E se fino agli anni 2000 il modello di innovazione vedeva il Gruppo collaborare con grandi imprese di ingegneria ed elettromeccanica oggi quella storia prosegue con l'azienda inserita nel network di interazioni, imposto dalla rivoluzione digitale, composto da Big Company e PMI, maker e centri ricerca piccoli e grandi.

Nell'era dell'open innovation in cui piccole imprese, startup e singoli inventori introducono sul mercato prodotti che diventano di largo consumo e finiscono per cambiare anche i business model delle grandi aziende, al made in Italy si è aggiunto il make in Italy che permette alla tradizione di invenzioni e creatività del Bel Paese di continuare a esprimersi sulla scena globale dell'innovazione grazie imprese e botteghe artigiane 2.0.

Enel lavora con l'Italia che innova. Sono sempre più numerosi gli esempi di macchine e soluzioni hightech ideate da piccole imprese e startup ed entrate nella strada dell'innovazione tecnologica del Gruppo. Fonti rinnovabili, clean technology e sistemi intelligenti sono tre campi di attività dove l'open innovation è ormai diventata una consuetudine per Enel.

Il sistema termodinamico trigenerativo Trinum, ideato dall'azienda italiana Innova, è una specie di girasole 2.0 che Enel Green Power ha da poco installato presso il rifugio CAI di Corno del Renon, in provincia di Bolzano, dando seguito ad un processo di sperimentazione sul campo che prima ha portato il sistema di cogenerazione dai laboratori Enel di Catania alle alpi Trentine e ora si appresta a fargli varcare i confini italiani per arrivare anche in Cile e Brasile.

La R115, macchina marina di EGP sviluppata dalla toscana 40South Energy, sta concludendo la seconda fase di test nelle acque dell'arcipelago toscano e si prepara all'entrata in servizio ufficiale all'Isola d'Elba. Il generatore non sfrutta le maree, come la maggioranza degli impianti di marine energy, ma il moto ondoso e questa peculiarità lo rende particolarmente adatto al Mare Mediterraneo, ma anche alle acque degli oceani.

 

Tanto snella da sparire sotto la superficie del mare e non alterare l'ambiente in cui opera, la R115 è anche abbastanza grande da utilizzare strutture metalliche reticolari che si estendono sino a 38 metri di lunghezza. È così agile da assecondare il moto ondoso e cercare le migliori condizioni per produrre energia, ma allo stesso tempo abbastanza grossa da avere come suo più piccolo elemento strutturale, il cosiddetto upper member che da solo ha un volume di 115 metri cubi (da cui il nome). Dati tecnici a parte, la macchina marina di EGP si distingue sul mercato per competitività e sostenibilità: garantisce una potenza installata di 36 MW/kmq e una energia producibile nei nostri mari stimata in circa 60GWh/kmq.

Dal mare alle strade delle nostre città, l'open innovation di Enel ha nel suo portfolio anche soluzioni come il sistema Smart eye, ideato dalla startup romana Smart I e inclusa nell'incubatore di imprese Enel Lab. Grazie a una rete di sensori intelligenti per i lampioni della luce, il sistema è in grado di regolarne l'intensità in base al traffico dei veicoli permettendo alle amministrazioni pubbliche di ridurre consumi energetici (sino al 49%) e relativi costi. Smart eye può essere integrato con altre funzionalità di video sorveglianza e monitoraggio del traffico urbano e grazie alla partnership con Enel ha valicato i confini dell'Italia per presentarsi anche sul mercato internazionale delle innovazioni smart.