Enel: vivere il cambiamento, essere competitivi

Pubblicato il venerdì, 24 ottobre 2014

Cambia il mondo dell'energia e cambia anche il modo di lavorarci. Rinnovabili, generazione distribuita smart grid sono le nuove parole d'ordine di un settore che, più di ogni altro, sta evolvendo nel bel mezzo di una crisi globale che interessa tutte le filiere industriali. Il settore energetico, con l'esperienza di Enel in particolare, può insegnare a molti altri ambiti imprenditoriali cosa significa evolvere il modello di business senza ledere a lavoratori e competitività.

Il cambio di paradigma del settore energetico ha posto al centro del dibattito pubblico e di settore i tanti aspetti della sostenibilità nel modo di fare impresa da quello economico, all'ambientale senza escludere quello sociale. La contrazione dei consumi in Europa e la crescita della fame di energia in America Latina, la domanda di efficienza energetica e lo sviluppo della generazione distribuita. Sono fenomeni contrastanti che chiedono di capitalizzare al meglio l'esperienza, interpretando l'innovazione con intelligenza. Enel percorre questo obiettivo già da tempo, valorizzando tutto il patrimonio di conoscenze e competenze interno all'azienda e coniugandolo con le nuove dinamiche dell'innovazione nelle quali anche una piccola startup può ideare e introdurre sul mercato cambiamenti decisivi per grandi imprese e consumatori.

Dismettere impianti non significa disconoscere tecnologie, anzi. Una delle grandi qualità del Gruppo Enel che gli garantisce una leadership riconosciuta a livello internazionale è proprio la diversificazione. Il parco impianti dell'azienda copre oggi tutte le tecnologie di generazione disponibili. Questo patrimonio permette al Gruppo di avere competenze adeguate a tutti gli scenari energetici, differenti da Paese a Paese, e di poter affrontare la trasformazione del sistema in atto garantendo tanto l'innovazione tecnologica quanto l'efficienza degli impianti sia per lo sviluppo crescente delle rinnovabili sia per la gestione del termoelettrico.

Si può vivere il cambiamento rimanendo competitivi? Enel è un esempio di risposta positiva e a documentarlo ci sono molti dati, tra i quali le politiche e i livelli occupazionali. Nell'ultimo anno i dipendenti di Enel in Italia sono cresciuti. In tempo di crisi il dato è rilevante soprattutto perché le assunzioni interessano i giovani e il ricambio generazionale in corso sta avvenendo in accordo con le parti sociali, senza costi per la collettività e senza ricorso ad ammortizzatori sociali. In materia occupazionale il Gruppo va in controtendenza rispetto allo scenario nazionale grazie a una strategia di sviluppo e a politiche del personale che da anni riescono a garantire lavoratori, business dell'azienda e qualità del servizio offerta ai consumatori.

Tra il 2011 e il 2014 Enel ha realizzato circa 4000 assunzioni, di cui 2.600 con contratto di apprendistato, che stanno portando l'azienda ad avere un quarto dei dipendenti al di sotto dei 35 anni.

Enel è il primo caso in Italia di apprendistato scuola-lavoro sul modello tedesco. Utilizzando la formula prevista dai dalla legge 128/2013 e dal decreto interministeriale attuativo del giugno scorso, l'azienda ha dato vita ad un progetto per 145 studenti maggiorenni che frequentano gli ultimi anni di Istituti tecnici industriali di 7 città italiane.

Lo sviluppo dell'occupazione realizzato da Enel non riguarda solo i dipendenti del Gruppo ma anche tutte le imprese che partecipano all'indotto generato dalle attività sul territorio e nelle centrali. È sempre stato così e continua ad esserlo anche oggi. Basti pensare che le geotermia di Enel in Toscana dà lavoro a 700 addetti del Gruppo, ad altri 1000 di aziende fornitrici e nel 2014 ha portato a 170 nuove assunzioni. E ancora, che lo sviluppo delle biomasse in Italia avviato da Enel avrà ricadute occupazionali sul territorio di oltre 1400 lavoratori.