Grieco: valorizziamo il merito puntando su formazione e innovazione

Pubblicato il mercoledì, 8 ottobre 2014

“La disoccupazione giovanile in Italia ha toccato il 44%: l'incapacità di assicurare il diritto al lavoro ai giovani è il segnale di un malfunzionamento del sistema politico ed economico nel suo complesso. Un malfunzionamento che ha dei costi sociali elevatissimi, in primo luogo sulla crescita demografica del Paese”. A sottolinearlo, il presidente di Enel Patrizia Grieco, partecipando alla Prima Giornata dell'Education “Merito, valutazione, alternanza, innovazione. Le 100 proposte di Confindustria”, che si è svolta all'Università Luiss di Roma, lo scorso 7 ottobre.

“Stiamo impedendo – ha aggiunto - ad un'intera generazione di poter manifestare e valorizzare la propria intelligenza, le proprie capacità, la propria idea di futuro. Il rinnovamento del sistema formativo deve essere alla base della riforma del lavoro, partendo da alcuni elementi chiave: valorizzazione del merito, accesso alla formazione per tutti, orientamento all'innovazione, collegamento tra scuola e lavoro.

Scuola e università sono un'opportunità di ascesa sociale ed economica: dobbiamo dunque creare un sistema educativo basato sul merito che, attraverso sistemi di sostegno e di borse di studio, sia accessibile a tutti perché “la formazione deve rappresentare lo strumento principale per costruirsi una vita migliore”.

 

In particolare, secondo il Presidente, è necessario sanare il disallineamento di conoscenze e competenze tra domanda e offerta di lavoro, e la mancata corrispondenza tra tipologia di competenze esistenti e quelle richieste dal mondo delle imprese che lascia aperte molte posizioni lavorative.

L'alternanza tra scuola/università e lavoro costituisce una delle soluzioni per assicurare un collegamento più efficace tra mondo della scuola e mondo del lavoro; e alle aziende viene chiesto un contributo significativo in questa direzione. “Non dobbiamo chiederci cosa possano fare le aziende - ha spiegato la Grieco - per contribuire a creare un sistema educativo migliore, ma dobbiamo chiederci cosa debbano fare. Le imprese sono parte vitale e integrante della società, e va riscoperta un'idea di impresa capace di formare e produrre occupazione, innovazione e sviluppo”.

Grazie al Decreto Carrozza il modello di apprendistato scuola-lavoro è ora operativo anche in Italia ed Enel ha fatto da apripista, avviandolo quest'anno nella sua prima fase sperimentale in collaborazione con il MIUR, con il quale ha firmato un protocollo d'intesa che prevede l'assunzione di ragazzi in sette regioni italiane e presso alcuni istituti tecnici industriali “pilota” (elettrotecnici) con un contratto di apprendistato di alta formazione per un giorno alla settimana e per tutto il periodo delle vacanze estive.

“Il valore aggiunto più importante – ha concluso il presidente di Enel - risiede nell'innovazione, negli stimoli e nei processi che solo le nuove generazioni possono apportare alla vita di un'azienda. Sono convinta che come azienda e, più in generale, come Paese, dobbiamo avere il coraggio di rimettere il futuro nelle mani dei giovani, nella loro immaginazione, nelle loro intelligenze e competenze; nella loro capacità di rischiare e di vedere un futuro migliore. Solo così potremo tornare ad essere veramente competitivi”.