Dai Big Data nuovo valore all'energia

Pubblicato il martedì, 3 febbraio 2015

Nelle rete elettrica italiana oggi sono attive più di 650mila sim che dialogano tra loro e raccolgono una mole di dati enorme. In pochi anni questa cifra triplicherà, aumentando in maniera esponenziale il già elevato numero di informazioni a disposizione su consumi, flussi, disfunzioni e carichi di elettricità. Per gestire questa intelligenza distribuita, che in Italia vanta già un livello di penetrazione della rete elettrica unico a livello globale, è necessario utilizzare le tecnologie Big Data in grado di analizzare e tradurre questo patrimonio di informazioni in indicazioni utilissime per rendere più efficiente la gestione degli impianti, tradizionali e rinnovabili, la rete di distribuzione, il consumo finale e generare anche servizi a valore aggiunto per città, viabilità e singoli cittadini.

I Big Data sono un tesoro prezioso per il settore energetico e per questo il Gruppo Enel da alcuni anni ha avviato progetti pilota lungo tutta la filiera, dalla produzione sino al consumo, per trasformare le informazioni che arrivano da centrali, reti e clienti in una leva di miglioramento del lavoro quotidiano dell'azienda. In una recente intervista pubblicata da La Repubblica e intitolata "Aziende a caccia di 'data manager'", Fabio Veronese responsabile globale Ict solution center di Enel, ha citato ad esempio alcune attività messe in campo dal Gruppo. "L'analisi dei dati di rete, incrociando quelli dei contatori elettronici e quelli relativi a disservizi e lavori, ci permette di individuare con più efficacia i casi di frode. La predictive maintenance migliora la nostra capacità, fino a poco tempo fa basata solo sull'esperienza dei tecnici, di predire i guasti agli impianti".

La funzione Global ICT di Enel sta sviluppando già da diverso tempo progetti differenti per i vari ambiti di attività dell'azienda:

  • nella produzione di energia, in collaborazione con università e società di IT, ha in corso progetti pilota per realizzare sistemi predittivi attraverso l'analisi dei dati raccolti con sensori incorporati negli impianti eolici;
  • nell'ambito della distribuzione ha iniziato ad analizzare in modo puntuale il fenomeno delle cosiddette perdite non tecniche, cioè quei comportamenti anomali nel consumo di elettricità che spesso nascondono tentativi di truffa;
  • nel rapporto con i consumatori, grazie a strumenti di web analytics e social listening, di tecniche per l'ascolto del parlato e di analisi semantica, ha avviato progetti per aumentare la capacità di comprensione di esigenze e opinioni dei clienti che entrano in rapporto con l'azienda tramite web, social media o call center.

Smart City, trasporti sostenibili e infrastrutture energetiche sono tra i settori che più di altri stanno registrando ingenti investimenti di Ict per l'utilizzo dei Big Data. E proprio le città intelligenti rappresentano un territorio ideale per questa nuova frontiera che sta trasformando anche le utility dell'energia in aziende "data driven". Come ben conosce Enel Distribuzione, l'integrazione che le smart city realizzano tra settori diversi (basti pensare ai progetti di illuminazione a LED correlate con la viabilità urbana) e il naturale rapporto tra fornitori di servizi e consumatori, stanno infatti portando le città intelligenti ad essere incubatrici di nuove fonti e tipi di dati, tecnologie abilitanti - esempio sono il contatore elettronico e i sistemi di telegestione - e modi evoluti di utilizzare i Big Data.