Geotermia Enel e tecnologia "made in Italy"

Pubblicato il giovedì, 5 febbraio 2015

Che la geotermia sia un'eccellenza italiana è un dato di fatto da oltre 100 anni, da quando cioè il vapore dei pozzi dell'area di Larderello in Toscana ha cominciato ad essere sfruttato per la produzione di energia. Questo primato ha permesso al Gruppo Enel di costruire il know how  che oggi la rende protagonista dello sviluppo della geotermia a livello globale, di macinare record - l'ultimo è rappresentato dai 5548 GWh di produzioni annua nel 2014 – e di continuare lo sviluppo della tecnologia con soluzioni sempre più sostenibili ed efficienti, come dimostra il recente avvio dell'impianto di Bagnore 4.

La geotermia è un'eccellenza made in Italy tanto quanto le famose tre f: food, fashion and forniture che caratterizzano l'export e il nome dell'Italia nel mondo. E proprio l'ultima nata tra le centrali di Enel Green Power conferma questo primato tecnologico e di competenze che ha già permesso ad Enel di avviare progetti geotermici in America Latina, Stati Uniti e anche Africa.

Bagnore 4 è stata costruita con materiali italiani e il dettaglio non è secondario se si pensa che l'impianto ha richiesto un investimento totale di circa 120 milioni di euro ed è stato progettato tenendo conto dei migliori standard a livello mondiale, delle migliori tecnologie ambientali disponibili e con un sofisticato sistema di monitoraggio e tele-diagnostica, in grado di garantire elevati standard di affidabilità e di efficienza.

Enel Green Power è impegnata con le amministrazioni locali anche per sostenere un percorso di sostegno e di trasferimento di know how per la nascita di imprenditoria locale ad alta specializzazione, nei settori della meccanica e dell'automazione, con l'obiettivo di incrementare le ricadute sul territorio e l'occupazione indiretta dell'indotto geotermico.

Geotermia e occupazione formano un binomio consolidato in Toscana dove EGP ha previsto un piano di investimenti di circa 600 milioni di euro nel quinquennio 2014-2018 generando ricadute sul sistema produttivo delle province coperte dal distretto geotermico. Come hanno dichiarato di recente un nutrito gruppo di aziende dell'Amiata "negli ultimi due anni, molte imprese locali dei settori edile, movimento terra, manutenzione e tutela del territorio, impiantistica, carpenteria metallica e meccanica che occupano alle proprie dipendenze 350 maestranze, hanno avuto l'opportunità  di operare per Enel prima nel riassesto dell'area geotermica di Piancastagnaio e poi alla costruzione della centrale Bagnore 4, per un totale di lavori svolti di circa 12 milioni di euro".

Nel cantiere del nuovo impianto geotermico, allacciato alla rete nel dicembre scorso, hanno lavorato per oltre un anno 130 persone, mentre a regime l'impianto ne occuperà circa 40 tra addetti diretti e indiretti. Inoltre, come sottolineano ancora le imprese amiatine "enorme è poi l'indotto (ristoranti, bar, alberghi, distributori di carburanti e negozi in genere) che determina un tale flusso economico insieme al flusso altrettanto consistente determinato dal lavoro delle ditte esterne che hanno eseguito lavori altamente specializzati".