Mercato elettrico: come riformarlo in chiave europea?

Pubblicato il lunedì, 30 marzo 2015

Eolico, fotovoltaico e idroelettrico ad acqua fluente (che sfrutta i corsi d'acqua senza impiegare dighe), soddisfano oggi oltre il 30 per cento del fabbisogno elettrico nazionale. Il potenziale stimato delle fonti green in Italia, al 2013, è di 9,5 GW. Energia che potrebbe essere messa a disposizione dei servizi di rete attraverso una profonda revisione dei meccanismi e delle regole del mercato.

A scattare la foto della situazione del sistema elettrico nazionale, uno studio sul market design di settore realizzato dalla società di analisi economiche Althesys per Assorinnovabili. La ricerca è stata presentata e discussa nei giorni scorsi a Roma nel corso del convegno Ripensare il mercato elettrico: evoluzione industriale e convergenza europea.

Secondo l'analisi di Althesys, la crescita delle rinnovabili negli ultimi anni, unita ad altri fattori (cambiamenti industriali e normativi), sta influenzando l'evoluzione del mercato, e in particolare sta trasformando la formazione dei prezzi dell'energia all'ingrosso.

Per incrementare affidabilità e competitività del sistema elettrico nazionale, dunque, lo studio suggerisce la promozione di un riassetto del mercato che assegni alle rinnovabili un ruolo più strutturale, a partire da una maggiore partecipazione ai servizi di rete, con l'introduzione di disposizioni tecniche e regolatorie e una remunerazione dei servizi ben definita. Accanto a questo, segnala ancora Althesys, sarebbe necessario diminuire i tempi di chiusura del mercato per avvicinarli a quelli di consegna. In questo modo si potrebbero ridurre gli oneri di dispacciamento (ovvero il mantenimento in costante equilibrio del sistema), per portarli al livello di altri Paesi dell'UE, come la Germania, dove questi costi incidono per il 4 per cento del mercato, contro il 9 per cento dell'Italia.

Nel contesto attuale, ha osservato  Carlo Tamburi, Country Italia di Enel tra gli speaker del convegno, è difficile far ripartire gli investimenti, in particolare in assenza di segnali di prezzo stabili, da ottenere con contratti a lungo termine e con modifiche ai meccanismi del mercato della capacità produttiva, allo studio dell'Autorità per l'energia e per il gas. La capacità di generazione, ha sottolineato il manager, “può essere uno strumento da aggiungere al mercato dell'energia, ma non è certamente quello determinante per cambiare la situazione”.

Per il presidente di Assorinnovabili, Agostino Re Rebaudengo, la trasformazione del settore elettrico italiano richiede un processo organico e strutturato di ridisegno del mercato. Una fase che dovrebbe essere guidata da una legge nazionale che fissi i principi generali e tutti gli aspetti normativi collegati, tutelando gli investimenti già realizzati e garantendo l'equilibrio necessario per assicurare un naturale percorso di integrazione delle fonti green.