Enel e la tutela della biodiversità in Italia

Pubblicato il venerdì, 26 giugno 2015

Enel ha definito da tempo linee guida comuni a tutto il Gruppo in fatto di biodiversità, con l'obiettivo di contribuire al Piano strategico per la biodiversità 2011-2020 dell'Onu. Un impegno ribadito di recente con la presentazione della nuova policy su questo tema, che completa la politica ambientale dell'azienda a livello globale costituendone uno dei 10 obiettivi strategici.

La nuova strategia per la tutela di specie protette, eco-sistemi e ambienti naturali nei diversi Paesi in cui il Gruppo opera è stato sviluppata per sostenere i 20 target individuati dalla Convenzione delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica, denominati Aichi Target per via della località giapponese in cui sono stati presentati alla comunità internazionale.

Nel 2014 le attività di tutela delle specie e degli habitat hanno riguardato complessivamente 89 progetti, interessando complessivamente oltre 55mila ettari nelle diverse Country. Le iniziative sul territorio prevedono studi, inventari e piani di monitoraggio su specie sensibili, programmi di reintroduzione di specie native, riforestazioni, interventi infrastrutturali come l'isolamento e la sostituzione di conduttori elettrici pericolosi per l'avifauna e l'installazione, nelle linee elettriche, di supporti per la posa e la nidificazione dei rapaci e delle specie migratorie, e la costruzione di rampe di passaggio per la fauna ittica in corrispondenza
degli impianti idroelettrici.

In Italia progetti di questo tipo hanno interessato diverse aree del Paese: in Piemonte sono stati realizzati interventi per assicurare il Minimo Deflusso Vitale per gli impianti idroelettrici di Goglio Agaro, Goglio Devero, Verampio, mentre nella progettazione di nuovi impianti nella provincia di Torino è prevista la realizzazione di apposite rampe per assicurare all'ittiofauna la risalita dei corsi d'acqua per la riproduzione. Iniziative di ripopolamento di specie ittiche indigene sono state realizzate oltre che in Piemonte, nelle Marche (fiumi Aso, Tronto, Castellano, Chienti), in Abruzzo (Vomano), nel Lazio (Simbrivio), in Molise (Lago di Castel San Vincenzo, invaso di Gallo).

Rimanendo in habitat acquatico, sono state portate avanti iniziative per il ripopolamento del fiume Po favorendo l'ingresso di avannotti di Carpa e Luccio d'acqua, mentre nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è in corso di sviluppo un sistema innovativo per valutare gli impatti sugli ecosistemi delle acque sotterranee. Grazie al progetto Life “Save the flyers”, promosso dall'Unione dei Comuni Amiata Grossetana e da Enel Distribuzione e cofinanziato dall'Unione europea, è tornato a volare sui boschi del Monte Amiata il nibbio reale ed è stato possibile preservare i pipistrelli dell'alta Valle dell'Albegna in Toscana e del Parco di Frasassi nelle Marche.

Ulteriori interventi sono stati poi realizzati nei pressi di alcuni rilevanti siti produttivi: in Sardegna è stata realizzata un'area semi-naturale denominata Giardino “Sulcis”, un progetto di riqualificazione e inserimento ambientale è stato condotto a Perugia nei pressi dell'impianto di Pietrafitta e iniziative analoghe sono state condotte per il monitoraggio e la tutela delle aree situate nei pressi di altri impianti.

Da ricordare infine le iniziative di Enel Cuore, la Onlus del Gruppo Enel, che ha lanciato il concorso “Orti urbani, agricoltura sociale e comunità del cibo come strumento per la creazione di società sostenibili e inclusive” realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Agrarie dell'Università di Bologna Alma Mater Studiorum. L'obiettivo è promuovere servizi in ambito urbano e rurale per il miglioramento della sicurezza alimentare, della biodiversità e per un uso razionale delle risorse naturali.