Sicurezza negli spazi confinati, l'esperienza di Enel

Pubblicato il lunedì, 1 giugno 2015

Gli ambienti di lavoro confinati sono luoghi non progettati per una presenza umana continuativa e caratterizzati da una difficile gestione di eventuali emergenze a causa della possibile o sospetta presenza di agenti estranei. Non sono necessariamente spazi chiusi. Si tratta in generale di ambienti in cui possono essere effettuate operazioni di manutenzione ordinarie e straordinarie come, ad esempio, serbatoi di stoccaggio, silos, condotti di scarico, condensatori, riscaldatori d'acqua di alimentazione, caldaie. Tutti luoghi in cui è necessario adottare opportune procedure di sicurezza.

Per garantire la sicurezza in questi ambienti “estremi” di lavoro, il legislatore ha rafforzato le regole specifiche con il DPR n. 177/2011, in base al quale l'INAIL ha successivamente messo a punto la prima procedura di sicurezza per gli spazi confinati, con particolare attenzione a quegli ambiti soggetti ad inquinamenti.

Con l'obiettivo di fare il punto su prassi e innovazioni in questo particolare segmento della sicurezza sul lavoro, l'INAIL di Trento ha promosso un seminario dal titolo la Sicurezza negli impianti confinati. All'evento Enel ha portato la propria esperienza con i contributi di Massimo Paolini responsabile Policies and Prevention della Healt and Safety del Gruppo, e Marianna Rizzo della stessa unità.

Paolini nel suo intervento ha svolto una panoramica delle procedure di gestione in sicurezza di attività in luoghi confinati nelle diverse realtà industriali del Gruppo  Enel, con esempi specifici adottati  in Russia, Spagna e Italia. Tutte le attività di manutenzione da effettuare in spazi confinati, ha spiegato Paolini, prevedono un pre-job check finalizzato a garantire che tutti i lavoratori siano informati sulle attività da svolgersi e sulle modalità operative da seguire in sicurezza e a verificare la conoscenza dei rischi connessi e delle misure di prevenzione e protezione necessari. A valle di ogni incontro viene prodotto un report e per ogni lavoro svolto da personale Enel o da terzi, per il quale si prevede l'accesso e/o la permanenza in uno spazio confinato, viene predisposto un Piano di Sicurezza specifico, nel quale sono riportate anche le fasi di gestione delle emergenze e di soccorso.

Enel inoltre riserva grandissima rilevanza alla formazione in tema di sicurezza, attraverso corsi di preparazione specifici presso la centrale “Alessandro Volta” di Montalto di Castro il “Centro di Addestramento per l'Accesso e la Permanenza in Luoghi Confinati”. Formazione e addestramento avvengono  in collaborazione con il Dipartimento dei Vigili del fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile.

Nel panel svolto da Rizzo, sono stati messi a fuoco gli aspetti legati al tipo di attività lavorative svolte all'interno dei cunicoli diga. In particolare è stato evidenziato come questi abbiano rilevanza nella fase di valutazione dei rischi e nel determinare se uno spazio è un luogo confinato oppure no.

In generale è stato evidenziato che le attività di manutenzione ordinaria delle dighe non comportano l'immissione di rischi per i quali questi ambienti debbano essere classificati come luoghi confinati. Per le manutenzioni straordinarie può verificarsi che alcune lavorazioni, come ad esempio la verniciatura delle pareti dei cunicoli, classifica questi ambienti come  luoghi confinati.

La presenza di Enel all'evento testimonia l'impegno e l'attenzione di Enel alla sicurezza. Da anni l'azienda lavora per il miglioramento continuo di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, adottando un approccio preventivo promuovendo la cultura della salute e della sicurezza. Un'attività condotta attraverso numerose iniziative di comunicazione nell'ambito delle quali ogni anno si svolge la International Health and Sefety Week, la settimana della salute e della sicurezza che quest'anno si svolgerà dal 15 al 21 giugno.