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Pubblicato il giovedì, 30 luglio 2015

La lingua italiana ha un debole per i termini inglesi che costellano ormai molti dei nostri discorsi quotidiani. Complice la rivoluzione digitale e l'ondata di innovazione tecnologica che arriva soprattutto da Oltreoceano, abbiamo acquisito da tempo parole come smartphone, app, tablet e non ci immagineremmo mai di dire "reti sociali" invece di "social network". Talvolta l'esterofilia ci porta anche ad esagerare - in Gran Bretagna non vanno al cinema per vedere film, ma movie e nessuno fa footing ma al massimo jogging - ma resta il fatto che una parola straniera ci sembra più adatta a sottolineare l'apparizione delle novità nella nostra vita quotidiana.

Il vocabolario dell'energia non è immune da questa invasione linguistica e infatti è ormai quasi consuetudine parlare di smart city e smart grid, e-mobility e storage. L'inglese, oltre ad essere la lingua globale per eccellenza, ha il pregio di risultare più sintetico: davanti a trasformazioni epocali come quelle che sta vivendo l'intero settore energetico la brevità rende più semplici fenomeni e sistemi sempre più complessi e restituisce il senso di novità che la digitalizzazione dell'energia sta portando ovunque.

Parliamo di energia in modo nuovo perché sta cambiando il modo di produrla, distribuirla e consumarla. E una rapida scorsa di alcuni termini del nostro nuovo "vocabolario energetico" aiuta a comprendere la trasformazione in atto. Tra gli esempi di rivoluzione lessicale più esplicativa il posto d'onore va alle rinnovabili: fino a pochi anni fa erano generiche fonti alternative, oggi questa definizione indistinta non esiste più e di solare, eolico, geotermia e biomasse si legge sui mass media e se ne parla anche quotidianamente perché alle fonti verdi si associa l'idea di sostenibilità, tutela dell'ambiente ed energia del domani.

L'energia del futuro risuona nell'utilizzo - talvolta a sproposito - del termine smart associato a reti elettriche (smart grid), città (smart city) e tecnologie in genere (smart tech). L'elettricità che diventa "intelligente" è una caratteristica del nuovo paradigma energetico nel quale – e il vocabolario si arricchisce anche di neologismi - il cittadino diventa "prosumer" (cioè consumatore e produttore di energia), protagonista di nuovo sistema di generazione distribuita (non più solo grandi impianti centralizzati, ma tanti piccoli diffusi sul territorio) nel quale ha sempre più importanza l'"active demand" (consumare energia secondo la necessità).

Parla come mangi è il modo di dire che si usa per suggerire alle persone di esprimersi in maniera semplice e comprensibile. Nel settore energetico si potrebbe tradurre in "Parla come consumi" perché è soprattutto il nostro nuovo modo di usare l'elettricità con maggiore consapevolezza ad aver portato parole nuove nel nostro vocabolario. Efficienza energetica degli impianti domestici, domotica per il controllo in remoto di luci ed elettrodomestici, contatori elettronici per la gestione delle forniture sono ormai esperienza vissuta e non solo espressioni buone per i tecnici.

La trasformazione del settore energetico preannuncia che il nostro modo di parlare acquisirà nel prossimo futuro altri nuovi termini. Intanto prendiamo dimestichezza con auto elettriche ed e-mobility, sistemi di accumulo e storage ricordandoci però che l'inglese non è obbligatorio: è molto più chiaro e diretto chi spiega come "la tecnologia aiuta a vivere meglio e a risparmiare" di chi afferma che "le new technology migliorano wellness e saving".