IoT e smart city: alleanza vincente

Pubblicato il giovedì, 6 agosto 2015

Internet of things (IoT) è ormai un'espressione sempre più usata nel lessico comune. Anche se spesso suona più come un mantra per identificare un futuro di digitalizzazione diffusa che come una realtà di applicazioni quotidiane, lo IoT ha già fatto grandi passi in avanti da quando Kevin Ashton coniò l'espressione nel 1999. L'enciclopedia Treccani definisce l'internet delle cose come "rete di oggetti dotati di tecnologie di identificazione, collegati fra di loro, in grado di comunicare sia reciprocamente sia verso punti nodali del sistema, ma soprattutto in grado di costituire un enorme networkdi cose dove ognuna di esse è rintracciabile per nome e in riferimento alla posizione". Le app per la gestione in remoto di elettrodomestici e dispositivi delle nostre case sono l'esempio più a portata di mano per intuire l'applicazione del paradigma IoT nella vita quotidiana. Ma le potenzialità offerte dalla messa in rete di oggetti e strumenti interessa anche la produzione industriale e arriva sino alla gestione di sistemi complessi come le città, tanto che spesso l'Internet of Things viene fatto coincidere - una semplificazione - con il concetto di smart city.

L'IoT si integra con le città intelligenti perché rappresenta uno dei principali fattori abilitanti per l'evoluzione smart dei centri urbani contribuendo al miglioramento della gestione, della vivibilità ed anche le attività economiche che in essa si svolgono. Secondo una recente indagine dell'Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano su 198 comuni italiani con oltre 40.000 abitanti quasi il 50% di essi ha avviato nell'ultimo triennio almeno un progetto smart city basato su tecnologie IoT e il 75% ha in piano iniziative per il 2015.

Il binomio IoT e smart city in Italia, fotografato dall'indagine dell’Osservatorio; vive ancora uno stato embrionale con un livello spesso sperimentale dei progetti, difficoltà a destinare adeguati investimenti e poca sinergia tra le varie attività. Tuttavia negli ambiti della gestione della mobilità e dell'illuminazione pubblica intelligente i comuni italiani mostrano di aver già compiuto passi in avanti molto significativi. E in questo percorso il contributo di Enel è da tempo rilevante e diffuso.

Enel Sole gestisce, in Italia e all'estero, il servizio di illuminazione pubblica intelligente in 3.750 comuni per un totale di oltre 2.150.000 punti luce ed ha una diffusione sul territorio nazionale pari ad una quota del 23% del mercato. Dal 2009 ad oggi, Enel Sole ha installato oltre 183 mila apparecchi a LED Archilede in più di 1600 comuni permettendo circa 111 GWh di saving energetico complessivo che si traduce in oltre 42mila tonnellate di CO2 non immesse in atmosfera o nel consumo medio annuo di più di 41mila famiglie.

La mobilità elettrica di Enel è un work in progress che in quasi un decennio di progetti ha unito l'implementazione delle tecnologie di accumulo per i veicoli allo sviluppo dei sistemi di ricarica da installare sul territorio. Ai progetti di innovazione, ricerca e sviluppo si aggiungono poi gli accordi con amministrazioni pubbliche, case automobilistiche e istituzioni internazionali per dare pieno corso alla diffusione della mobilità sostenibile rendendola elemento portante dei principali progetti di città intelligenti.

Enel è partner di 7 grandi città italiane, che hanno intrapreso il percorso verso un'evoluzione intelligente, con progetti che vanno dalla mobilità elettrica alla gestione efficiente dei consumi dei singoli edifici e quartieri, dalla digitalizzazione della rete di distribuzione alla riprogettazione delle infrastrutture per l'erogazione di tutti i servizi di pubblica utilità (acqua, energia, tlc, rifiuti, trasporti). Ma l'esperienza maturata dal Gruppo, che vede esempi di città intelligenti già realizzate anche in altri Paesi del mondo, si estende anche a progetti per sviluppi smart di ambiti specifici di intere regioni o settori produttivi. E ogni progetto di Enel vede in campo tanto il know howmaturato dall'azienda quanto un modello di sviluppo che fa della sinergia con aziende, imprese e cittadini un punto di forza abituale e costante.