Il viaggio dell’Unione Europea energetica

Pubblicato il lunedì, 14 settembre 2015

L’unione energetica europea è un traguardo possibile, ma per arrivarci è necessario vincere tre sfide: l’attuazione di una governance veramente integrata, il raggiungimento di una struttura di mercato “a prova di futuro” e lo sviluppo delle tecnologie digitali.

Partendo dalla proposta della Commissione Europea per rendere più omogeneo il sistema energetico continentale è nato il rapporto Realizzare l’Unione Energetica europea. Proposte e raccomandazioni di policy per dare energia alla competitività dell’Europa, sviluppato in collaborazione da The European House - Ambrosetti (TEH-A) ed Enel. Lo studio è stato presentato a Cernobbio, nell’ambito del Forum “Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive”.

Per costruire un sistema comune in grado di ridurre le emissioni climalteranti, favorire la produzione di energia rinnovabile e aumentare la qualità del servizio elettrico sarà necessario, secondo il rapporto, armonizzare le norme europee e accelerare l’integrazione dei mercati energetici anche attraverso meccanismi di cooperazione regionale.

Un percorso che si preannuncia lungo e pieno di ostacoli, in cui Enel è in prima linea per offrire un contributo. “Sosteniamo con molta forza l’evoluzione della politica europea in materia di energia e ambiente – ha dichiarato l’amministratore delegato di Enel Francesco Starace – e in particolare la piena integrazione dei mercati energetici dell’Unione come strumento essenziale per raggiungere gli obiettivi europei in maniera efficiente e sostenibile. Le sfide attuali sono quelle di creare un contesto regolatorio stabile e uniforme, in grado di fornire certezze agli investitori per disegnare un mercato integrato con segnali di lungo periodo e migliorare le interconnessioni tra gli Stati, sviluppando al meglio le smart grids e investendo nella digitalizzazione delle reti. In questo, l’esperienza italiana è d’esempio”.

Tra le criticità da risolvere evidenziate dal documento, la dipendenza energetica da petrolio e gas naturale, l’assenza di un quadro europeo in materia di fonti rinnovabili e la necessità di sfruttare a pieno il potenziale di innovazione tecnologica.

Lo studio sottolinea anche gli sforzi compiuti in passato dalla Commissione Europea e dagli Stati Membri dal punto di vista ambientale. Dal 1990 le emissioni di gas serra nel continente si sono ridotte del 18 per cento, mentre la quota di energia da fonti rinnovabili è arrivata al 15 per cento. Un processo che Enel sta mettendo in atto da anni con successo: entro il 2019, infatti, oltre il 50 per cento dell’elettricità generata dalla multinazionale energetica sarà ottenuta da fonti rinnovabili.